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9 dipendenti licenziati

Occupato ristorante palazzo Madama


Occupato ristorante palazzo Madama
21/12/2011, 11:12

ROMA - Ieri pomeriggio durante l'acceso dibattito in aula sulla manovra economica varata dal governo Monti, nel ristorante di palazzo Madama andava in scena una clamorosa protesta da parte dei camerieri dello stesso ristorante, occupandolo in maniera "simbolica". Motivo della protesta, gesto senza precedenti, sono state le nove lettere di licenziamento a nove dipendenti, di cui sei camerieri, due cuochi ed un'addetto alla tabbaccheria, recapitate loro da parte della Gemeaz Cusine, che è la società appaltatrice, da diverso tempo, di tutti i servizi di ristorazione del Senato. La protesta nasce dal ridimensionamento del personale deciso dalla Gemeaz Cusine e la decisione sembra essere una diretta conseguenza della progressiva e drastica riduzione dei coperti serviti, a pranzo e a cena, dal ristorante di palazzo Madama. Coperti che si sarebbero ridotti all’improvviso, causa improvviso aumento dei prezzi, di cui se ne è discusso molto quest'estate, che ha dato il via ad una battaglia mediatica sui giornali e social network, degli "agevolamenti" per i politici (esenzine di Iva, sconti etc.), ad esempio una bistecca è passata, dal costare 2,76 euro a ben 17 euro, prezzo che il semplice cittadino paga nella maggior parte dei ristoranti. Oltre a quadruplicare il prezzo hanno cosi eliminato anche dal menù i cibi pregiati, come il filetto, o la bistecca di tonno, che avevano raggiunto prezzi un pò troppo alti per senatori e parlamentari. Da qui prima la drastica riduzione degli avventori del ristorante e ora, per la Gemeaz, la necessità di ridurre il personale. Cosi, ai piani alti di palazzo Madama, un po per stemperare gli animi, un pò per cercare di risolvere il problema, che sicuramente farà discutere, si sono messi all'opera per risolvere il problema, convocando il direttore commerciale della Gemeaz per trovare una soluzione, almeno temporanea, e contattati i trenta dipendenti per evitare occupazioni a oltranza. Cosi la protesta che sembrava dovesse continuare, è terminata nello stesso pomeriggio, con addirittura la riapertura del ristorante alle 19,30. «Più che di una occupazione - spiegano i camerieri in livrea – si è trattato di una normale assemblea negli ambienti del ristorante mentre era chiuso».

La ditta – dicono i lavoratori - ha chiesto una rescissione consensuale del contratto con il Senato. Inoltre la Gemeaz ha chiesto la cassa integrazione, ma Cisl e Cgil (i due sindacati presenti nella società), hanno negato l’assenso. Dopo di che - spiegano ancora i dipendenti che lavorano in Senato - sono arrivate le lettere di licenziamento. I lavoratori, insomma, sono riusciti ad aprire un primo tavolo di trattative. Subito dopo il Senato prova a chiudere il caso: «Con la Gemeaz – recita una nota - è in corso una trattativa per la risoluzione consensuale del contratto. Il destino dei lavoratori impiegati e le loro legittime esigenze sono al centro delle preoccupazioni del Senato».

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di Maurizio Abbruzzese Saccardi
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