Cronaca / Sangue

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Nel mirino le estorsioni e il progetto espansionistico

Offensiva dello Stato: 69 arresti nel clan Sarno


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Offensiva dello Stato: 69 arresti nel clan Sarno
16/07/2009, 15:07

Omicidi, estorsioni, droga. E, ovviamente, associazione per delinquere di stampo mafioso. C’è un po’ di tutto nel curriculum degli oltre sessanta camorristi fermati dalla polizia in due distinte operazioni, entrambe con obiettivo di debellare il pericolosissimo clan Sarno, il sodalizio criminale che ha la sua roccaforte a Ponticelli e che, nell’ultimo periodo, sta cercando di allungare i propri tentacoli in altre zone della città.
La notte scorsa sono state eseguite tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere, nel corso di un’operazione congiunta dei carabinieri del comando provinciale di Napoli e della Squadra Mobile della Questura, nell’ambito di un’inchiesta sullo scontro tra il clan dei Sarno e quello dei Mazzarella e dei Beneduce. Le operazioni sono ancora in atto, per un totale di 69 mandati di custodia cautelare emessi dal gip partenopeo; i carabinieri stanno eseguendo 56 provvedimenti restrittivi, di cui 16 notificati ad affiliati già in carcere: le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, traffico di droga. I fatti riguardano episodi avvenuti tra il febbraio 2000 e il giugno 2005, con richieste estorsive ai danni di commercianti e imprenditori nelle canoniche date di Natale, Pasqua e Ferragosto. L’indagine, però, si concentra anche sulla storia dei Sarno: dall’alleanza con i Misso, storico clan della Sanità, oggi decimato da arresti e pentiti, a quella con i Mazzarella del Rione Luzzati, altro potente clan con il quale si è però ora scatenata una guerra, e i rapporti con i Beneduce ed i Longobardi di Pozzuoli. Proprio il contrasto tra i Mazzarella ed i Sarno è al centro di altri 13 provvedimenti cautelari, di cui 3 già notificati in carcere da carabinieri e polizia, per omicidi e tentati omicidi. In particolare, i fatti riguardando anche l’omicidio di Ciro Persico e l’agguato in cui morì Gioacchino Cantone, ammazzato il 6 novembre del 2008 in piazza Mercato, momento cruciale dello scontro tra clan per accaparrarsi il controllo sulla contraffazione di marchi e duplicazione di materiale audio/video; poi il tentato omicidio di Vittorio Avallone, il 22 novembre 2008, esponente dei Beneduce, raggiunto dai sicari a Monteruscello, che si inquadra invece nella faida tra i Sarno ed i Beneduce per il controllo delle estorsioni e del narcotraffico nella zona di Pozzuoli.
Tra gli arrestati, oltre ad affiliati direttamente al clan Sarno, anche manovalanza ‘presa in prestito’ dagli alleati del sodalizio nel progetto espansionistico che, è stato accertato, arriva fino alla costa flegrea. Manette ai polsi quindi per uomini dei Ricci (per il controllo dei Quartieri Spagnoli) e i ‘ribelli’ dei Mazzarella (per il centro di Napoli e piazza Mercato).
In manette, nel corso delle due operazioni sono finiti diversi personaggi di primo piano della camorra: Antonio Bevilacqua, Antonio D’Amico (detto Fraulella, alleato dei Ricci), Vincenzo Cece (detto ‘o Puorco) e Domenico Amitrano. Arrestati anche Ciro Sarno, Giuseppe Sarno (detto ‘o Mussillo), Luciano Sarno, Vincenzo Sarno e Giuseppe Sarno (conosciuto come Caramella), tutti già detenuti in carcere.
(in foto l'arresto di Giuseppe Sarno, avvenuto il 5 aprile scorso)

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di Nico Falco
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