Cronaca / Giudiziaria

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Ha iniziato attaccando i giudici e la loro imparzialità

Oggi l'arringa di Ghedini per Berlusconi nel processo Ruby


Oggi l'arringa di Ghedini per Berlusconi nel processo Ruby
03/06/2013, 10:41

MILANO - La parola alla difesa, nel processo Ruby, che vede Silvio Berlusconi accusato di concussione e prostituzione minorile e per cui è stata richiesta una condanna a 6 anni di reclusione. 
Il primo a parlare è Nicolò Ghedini (poi parlerà il codifensore Piero LOngo, che si occuperà di esaminare le questioni di diritto). E Ghedini è partito in quarta attaccando i giudici, accusati di "vicinanza culturale" ai Pubblici Ministeri. E poi ha continuato: "Nel corso di questo processo ho avuto l'impressione di ingenerare un certo qual fastidio nei confronti dei giudicanti. Analogo fastidio non sembra ingenerare la procura della Repubblica". Aggiungendo la richiesta di acquisire i verbali delle dichiarazioni rese da Nicole Minetti nel processo parallelo, quello a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Una richiesta contraria alle norme del Codice, dato che Karima El Maghroub è un teste richiesto dalla difesa e a cui poi la stessa ha rinunciato. 
La tesi difensiva su cui Ghedini si sta muovendo è quella di negare i fatti stessi. Per esempio, non c'è stata alcuna concussione: Berlusconi telefonò in Questura solo per informarsi della vicenda, dato che si trattava di quella che lui credeva una parente del Presidente egiziano. E anche su questo punto l'avvocato difensore ha insistito a lungo, per dimostrare che Berlusconi credeva genuinamente che Ruby fosse la nipote dell'ex presidente egiziano Moubarak, richiamando anche le testimonanze degli ex Ministri Franco Frattini e Giancarlo Galan. 
L'arringa dovrebbe andare avanti tutta la giornata di oggi e proseguire e concludersi lunedì prossimo. 

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di Antonio Rispoli
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