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Il reacconto della bizzarra ricorrenza

Oggi si "festeggia" il giorno più triste dell'anno


Oggi si 'festeggia' il giorno più triste dell'anno
18/01/2010, 20:01

Il clima di festa, le meritate e tanto agognate ferie lavorative, la gente che di colpo diviene più buona e gentile, i campanellini e la neve, l'odore del panettone e le tombolate con amici e parenti; poi ancora i regali, quel dolce far nulla mentre si osserva incantati le luci coccolanti dell'albero di Natale e, dulcis in fundo, la calza della befana straripante di dolci e leccornie d'ogni tipo. Chi non ama quel periodo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio? Se si è studenti, poi, la pausa dai banchi di scuola dura addirrittura due settimane di fila. Peccato che poi d'un tratto la fiaba finisce, il freddo comincia a diventare improvvisamente meno tollerabile e più rigido e banchi di scuola e scrivanie tornano a presentarsi alla nostra vista in tutta la loro squallida monotonia.
E' finita la pacchia amici cari e si torna a sgobbare. In più abbiamo speso una barca di soldi per i regali di Natale e, se lavoriamo per un privato, è probabile che lo stipendio ci venga accreditato direttamente a metà gennaio. Insomma: ci si avvicina inesorabilmente a quel giorno che, da 5 anni oramai, viene ripreso e "celebrato" come il "più triste dell'anno" da numerosi media. Questa fatidica ricorrenza della depressione post natalizia cade a gennaio, più precisamente tra la seconda e la terza settimana del mese e, udite udite, sarebbe rappresentazione di un effetto psicologico scientificamente dimostrato niente meno che da un prof. della prestigiosa Università di Cardiff. L'esimio accademico in questione è uno psicologo di grande spessore si chiama Cliff Arnal. 
Il calcolo del "Blue Monday" (è questo il nome dato al lunedì da suicidio) sarebbe infatti frutto di precisi calcoli matematici che prendono in analisi diversi fattori precisi come il clima, il tempo trascorso dal giorno di Natale, il tempo trascorso da quando sono stati stabiliti i buoni propositi di inizio anno, la capacità di fronteggiare le spese e i debiti, il livello di motivazione e la propensione ad agire e, in ultimo, un misterioso fattore X che il dott Arnal dice di non voler rivelare per garantire l'esclusività della formula matematico-psicologica.
Come intuibile, però, il Blue Monday è solo una bufala che, dietro la verosimiglianza di alcune teorie che la caratterizzano, è riuscita a spopolare e a restare in vita come "fatto scientifico" per ben 5 anni.
Già l'accostamento tra presunto calcolo matematico e psicologia spicciola avrebbe dovuto far sospettare i più che si trattasse di un'invenzione. Invenzione che, è bene precisarlo, ha uno scopo economico-speculativo ben preciso e vede nell'agenzia di viaggi Sky Travel la sua arguta promotrice. In pratica, dati il pericoloso decremento delle prenotazioni per viaggi all'estero nel periodo di gennaio, gli esperti di marketing dell'azienda hanno escogitato un sistema per spingere l'utente medio a pensare che, se sei triste e depresso dopo la fine delle vacanze natalizie, l'unico modo per risollevare il tuo umore e dare un piccolo tocco di colore alla tua è viaggiare (e quindi spendere). Insomma il ritornello è sempre quello: spendi e spandi che te passa la paura, si sgonfia il portafogli ma si gonfia l'entusiasmo.
L'ennesimo trabocchetto consumistico è servito e, cifre alla mano, in tanti ci sono ingenuamente caduti. La triste storia del consumatore compulsivo si ripete e il circolo virtuoso continua ad alimentarsi. Magari, se ci decidessimo a produrre meno, spendere meno e consumare meno avremmo anche più tempo libero e, di conseguenza, meno feliticà da comprare con qualche giorno di ferie aggiuntivo.

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di Germano Milite
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