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Prezzi salati e cerimonie, la città saluta i cari estinti

Ognissanti a Napoli tra speculazione e memoria


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Ognissanti a Napoli tra speculazione e memoria
01/11/2011, 12:11

NAPOLI - È la due giorni della commemorazione e del ricordo, occasione che ogni buon napoletano non si lascia sfuggire per omaggiare i propri cari ormai estinti. “Ogni anno, il 2 novembre” recita ‘a Livella di Totò, “c’è l’usanza per i defunti di andare al cimitero” . E come tradizione impone, anche quest’anno migliaia di cittadini si sono recati nelle strutture cimiteriali napoletane per la giornata di Ognissanti e per la commemorazione dei defunti, mantenendo vivo il ricordo attraverso mazzi di fiori e lumini che spesso vengono venduti al doppio del prezzo di mercato. Speculazione sul caro estinto che diventa ormai consuetudine, all’ombra del Vesuvio. Garofani ed orchidee in questi due giorni costano il 50% in più, per non parlare dei crisantemi, inaccessibili per le tasche dei pensionati.
Al di là della crisi che soffoca il commercio e detta li listino dei prezzi –così come spiegano fiorai e ambulanti – in questo 2011 verranno spesi 300 milioni di euro, meno rispetto agli anni precedenti ma un bel gruzzolo che fa ugualmente gola ai venditori non in regola. La solita ressa determinata dalla vendita abusiva, oltre che dai parcheggiatori fuorilegge, nel centro cittadino è stata scongiurata grazie ad un efficace piano traffico predisposto dalla polizia municipale di Napoli e ad una task force antiabusivi, che in appena due ore, nelle strade a ridosso di Poggioreale, ha intercettato ed identificato sette parcheggiatori. La chiusura di via Terracina dalle 6 alle 16, e dell’uscita della Doganella per decongestionare il traffico, sono riuscite a far defluire la circolazione senza alcuna difficoltà.
Giornata dunque senza grosse sbavature, impreziosita anche dalle cerimonie dei vertici di Prefettura, Regione Campania, Provincia e Comune di Napoli, che assieme alle più alte cariche militari hanno voluto rendere omaggio agli uomini più rappresentativi della città di Partenope e alle sue vittime innocenti.   

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di Davide Gambardella
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