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Oltre 4000 migranti e antirazzisti al corteo del Primo Marzo a Napoli


Oltre 4000 migranti e antirazzisti al corteo del Primo Marzo a Napoli
01/03/2011, 15:03

"Proprio in questo momento un corteo di almeno 4-5000 antirazzisti e migranti (soprattutto africani, bengalesi, maghrebini e pakistani) si sta dirigendo alla Prefettura nella manifestazione napoletana del Primo Marzo, "Un giorno senza di noI", la giornata internazionale contro l'apartheid e le forme di razzismo istituzionale. I migranti inclusi nello sfruttamento ed esclusi dai diritti, sono sono oggi in piazza e non al lavoro per dire che i diritti vengono prima dell'economia, ma anche che la discriminazione e lo sfruttamento dei lavoratori immigrati ha come conseguenze la precarizzazione del lavoro per tutti. In mattinata un gruppo di attivisti antirazzisti ha temporaneamente occupato gli uffici dell'ispettorato del lavoro per denunciare la pericolosità del lavoro in nero e la mancanza di sicurezza cui la clandestinità costringe i lavoratori immigrati e la mancanza di prevenzione in tal senso.  Il corteo chiede di incontrate il Prefetto e il Questore, anche perchè somma alle rivendicazioni presenti in tante città alcuni elementi specifici, come i circa settemila permessi di soggiorno per la regolarizzazione di colf e badanti ancora bloccati nella provincia di Napoli (proprio quando le prime sentenze dei tribunali e del consiglio di stato cominciano a dare ragione alle rivendicazioni dei migranti) e il fatto che il recepimento della direttiva europea sui rimpatri è incompatibile con l'arresto e la prigione per i migranti che non hanno ottemperato all'ordine di espulsione. Questa pratica barbara che tratta immigrati e rifugiati come dei criminali è già stata rimossa in molte città in seguito al recepimento nazionale della direttiva nel mese di dicembre, ma a Napoli si continua incredibilmente come prima! Uno striscione, come in tutti i cortei italiani, ha ricordato che questa giornata è dedicata a Nourredine Adnane, ambulante marocchino che a Palermo si è dato fuoco per disperazione ed è morto dopo le continue vessazioni della polizia municipale (non dissimile da quello che accade anche a Napoli) e a Raul, Fernando, Patrizia e Sabatino, i quattro bambini rom tra i tre e gli undici anni morti tragicamente nel rogo di una baraccopoli a Roma. Per ricordare che non sono morti per fatalità, ma uccisi dalla discriminazione di un paese che costringe ancora i rom in condizioni di insopportabile povertà ed emarginazione (basta ricordare che prima la famiglia dei piccoli viveva in un palazzo occupato poi sgomberato).
Un altro striscione scriveva: "Egitto, Tunisia, Yemen, Libia... il Vento del Sud sta arrivando anche qui!", in solidarietà con i movimenti nel sud del Mediterraneo e di rivendicazione del diritto di accoglienza per tutti i migranti e i profughi che arrivano in queste settimane!". Così gli esponenti del Forum antirazzista di Napoli.

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di Redazione
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