Cronaca / Sangue

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Ucciso insieme alla moglie nella villa di Posillipo

Omicidio Ambrosio, la fine del 're del grano'


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Omicidio Ambrosio, la fine del 're del grano'
15/04/2009, 10:04


Il patron della Italgrani, Francesco Ambrosio,  è stato ucciso insieme alla moglie in una villa di Posillipo  a Napoli. L'imprenditore napoletano, soprannominato anche "il re del grano", è stato trovato morto insieme alla moglie nella prima mattinata di oggi. Nel passato, Ambrosio raggiunse un giro d'affari di 1.300 miliardi di lire. Chi lo conosceva bene dice che il suo naso pronunciato rivelasse fin da giovane, inequivocabilmente anche nelle caratteristiche fisiche, il "fiuto" dell'uomo per gli affari. E gli affari, del resto, per Franco Ambrosio, 77 anni, sono andati benone almeno fino alla fine degli anni '90. In quel periodo poteva contare su abbondanti linee di credito che gli consentirono affari in Africa, Australia e Usa. I problemi con banche e fornitori, per lui che era il principale concorrente dell'imprenditore del settore Pasquale Casillo, sono cominciati con l'esplosione di Tangentopoli e con le prime vicende giudiziarie dell'ex ministro del Bilancio, Paolo Cirino Pomicino, suo amico personale. Il re del grano ha dovuto bere fino in fondo anche l'amaro calice del carcere, venendo più volte arrestato e poi scarcerato. Poi l'epilogo della sua vicenda imprenditoriale alla fine delgli anni Novanta con il fallimento del suo gruppo. Ambrosio s'era meritato l'appellativo di re del grano dando, anche visivamente, l'immagine del vincente. E così, simbolo del suo successo era il jet privato con il quale girava il mondo per stringere affari. Meta preferita, la Russia, dove accordi prima giudicati vantaggiosi si sono poi rivelati dei fallimenti visto che produssero 350 miliardi di lire, crediti esigibili per Ambrosio, inesigibili secondo la Procura. Quel jet fu venduto per fare un po' di cassa. Così come è stato venduto anche il fuoribordo Magnum 63, quello col quale Ambrosio solcava il mare di Capri. La storia dell' Italgrani finisce così oggi, tragicamente, dopo aver preso il via nel 1848 grazie ad alcuni mugnai, avi di Ambrosio. Il suo impero, il re del grano aveva iniziato a costruirlo entrando in azienda a 18 anni.
Un crimine efferato: è così che la polizia definisce il duplice omicidio verificatosi a Napoli. Le vittime, sono stati ritrovati con il cranio sfondato, molto probabilmente sono stati colpiti con un bastone. Ritrovata anche una finestra rotta e disordine in casa, molti gli oggetti rovistati. Al momento la polizia non esclude alcuna ipotesi. Tra le più attendibili un tentativo di rapina.Una folla di giornalisti e fotografi si è raccolta a Napoli all'ingresso del parco che porta alla villa Ambrosio.Nel viale stanno entrando numerose autovetture di funzionari di polizia e tecnici per eseguire i primi rilievi. La villa di Ambrosio è molto distante dal cancello di ingresso che si apre su un parco di diversi ettari. La residenza dell'imprenditore ucciso è proprio a picco sul mare ed è composta da due edifici, uno di colore verde acqua e l'altro di colore rosso mattone. Accanto all'edificio principale ci sono delle impalcature, visto che gli Ambrosio stavano eseguendo lavori di ristrutturazione.Erano in una pozza di sangue Franco Ambrosio e la moglie uccisi a Napoli: lui era in pigiama, la moglie, Giovanna Sacco, era vestita ed è stata ritrovata in un disimpegno. A ritrovare i corpi, secondo quanto riferisce la polizia, è stato un operaio che ha avvertito il 113 e il figlio."Insieme con Ambrosio abbiamo combattuto più volte inutilmente una battaglia per una maggiore sicurezza di questa strada che di notte è assediata da drogati e sbandati". Così Nando Ribecco, vicino di casa dei coniugi Ambrosio, racconta il disagio già denunciato diverse volte dagli abitanti della zona. "Avevamo chiesto più volte una video-sorveglianza - spiega - perché di sera la discesa Gaiola non è sicura. Anch'io ho subito una rapina quando non eravamo in casa". Intorno alla villa di Ambrosio e alle altre ville confinanti non ci sono telecamere e, secondo quanto riportato dai vicini, gli Ambrosio non avevano cani da guardia.

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di Redazione
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