Cronaca / Nera

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Omicidio Avolio, ordinanza per il capoclan Lago


Omicidio Avolio, ordinanza per il capoclan Lago
28/05/2010, 22:05

NAPOLI - Nuovi particolari sull'omicidio di Gaetano Avolio e del tentato omicidio di Antonio Mevo, avvenuto nel 2000. Questa mattina, infatti, i carabinieri del Comando provinciale di Caserta hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Pietro Lago, capo dell'omonimo clan attivo nel quartiere Pianura a Napoli e di Michele Pompeo, ritenuto affiliato alla stessa organizzazione criminale. Nei confronti dei due indagati, già detenuti, è stato emesso un provvedimento dal gip del Tribunale di Napoli. Lago, 59 anni, e Pompeo, 49enne, sono ritenuti responsabili di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi. La misura cautelare trae origine da una serie di approfondimenti investigativi, coordinati dalla Dda partenopea, in merito all'omicidio di Avolio, 47enne pregiudicato affiliato ai Marfella, ucciso in un agguato il 13 maggio 2000 a Villa Literno, nel Casertano. Il provvedimento odierno segue altri 5 arresti effettuati il 20 novembre scorso nei confronti di altrettante persone, alcune delle quali affiliate al clan Lago e altre ai Casalesi-gruppo Bidognetti. Le indagini hanno permesso di evidenziare la stretta alleanza tra i Casalesi e i Lago e di far luce sull'omicidio che si inquadra nella guerra di camorra che, tra il 1997 e il 2000, era stata combattuta tra le famiglie Lago e Marfella per il controllo delle attività illecite nell'area Pianura. In quell'occasione rimase gravemente ferito anche il 72enne Antonio Mevo. Entrambe le vittime furono raggiunte da alcuni colpi di fucile calibro 12 e di pistola calibro 7,65. I carabinieri rinvenirono, a poca distanza dall'auto di Avolio, un'Audi A3 risultata rubata alcuni giorni prima a Napoli nella quale fu rilevata un'impronta di una delle persone arrestate a novembre scorso. Gli investigatori sottolineano come l'omicidio Avolio sia il primo scoperto al quale presero parte, insieme, sia esponenti dei Casalesi che dei Lago. Di particolare rilevanza risulta il ruolo svolto da Enrico Verde, detto `o barbiere', elemento di vertice del gruppo Bidognetti, vero e proprio mandante e organizzatore dell'agguato, insieme a Pietro Lago.

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di Redazione
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