Cronaca / Sangue

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Una svolta potrebbe arrivare dalle telecamere in zona

Omicidio D'Angelo, oggi nuovi rilievi nell'appartamento


Omicidio D'Angelo, oggi nuovi rilievi nell'appartamento
13/05/2009, 19:05

Era un uomo tranquillo, riservato. Piuttosto solitario. Così è descritto dai vicini Salvatore D’Angelo, il 78enne trovato in gravi condizioni ieri nel suo monolocale di Posillipo e deceduto poco dopo il trasporto in ospedale. A fare la scoperta, un suo conoscente che si era recato a fargli visita. D’Angelo era accanto al letto, a terra, legato e imbavagliato. Col volto tumefatto e con tre costole rotte, in stato confusionale, segni di un pestaggio che lo aveva ridotto in fin di vita. Il 78enne è stato dapprima trasportato al Fatebenefratelli, poi al Trauma center di Caserta, ma è spirato poco dopo.

L’ipotesi ritenuta maggiormente verosimile dagli inquirenti è quella di una rapina, o di un tentativo di rapina. Qualcuno avrebbe preso di mira quell’appartamento di via Marechiaro, civico 88bis, entrando dalla finestra. Avrebbe sorpreso l’anziano e lo avrebbe legato. Il pestaggio potrebbe essere stato il tentativo di indurlo a consegnare ipotetici beni di valore, o la punizione per non aver trovato un bottino sufficiente: dalla casa a soqquadro mancavano infatti soltanto il portafogli ed il telefono cellulare, forse qualche oggettino d’oro.

Ieri e oggi si sono svolti i rilievi della polizia scientifica, diretta da Fabiola Mancone alla ricerca di nuovi elementi dopo quelli ritrovati durante i primi interventi. Secondo quanto si è appreso, D’Angelo è stato colpito ripetutamente a mani nude o con un bastone, comunque con un corpo contundente che non presentava superfici taglienti; chiazze di sangue sono state trovate sul cuscino e per terra. Nella piccola veranda, giornali vecchi, un orologio da muro in fase di riparazione, foto in bianco e nero, probabilmente di parenti dell'uomo deceduto, un foglietto con numeri utili, dalla guardia medica al commissariato locale di polizia, bottiglie di vino ancora sigillate. Una svolta nelle indagini potrebbe arrivare dall’esame dei video registrati dalle telecamere poste nella zona.

I parenti stretti della vittima sarebbero soltanto due: una nipote che vive a Napoli e che sembra non l’abbia visto più dal 1986 e un altro che vive a Pomigliano d’Arco e che lo avrebbe incontrato di rado. D’Angelo viene descritto da chi lo conosceva come una persona che non amava la compagnia, quasi scorbutica. Unico ad aver conquistato la sua fiducia, sembra, un giovane immigrato che da alcuni anni gli faceva le pulizie in casa e qualche volta la spesa.

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di Nico Falco
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