CRONACA - Sangue

DIETRO L’ASSASSINIO UN GIRO DI OROLOGI DI LUSSO RUBATI

Omicidio di Milano: arrestato in Francia il presunto colpevole

Omicidio di Milano: arrestato in Francia il presunto colpevole

27/11/2009, ore 18:07 - 

MILANO – Gli agenti della Squadra Mobile di Milano hanno stretto le manette ai polsi di Antonio Da Ponte, 31enne napoletano residente a Roma ma di fatto domiciliato a Rozzano (Milano). E’ lui che, secondo le indagini, sarebbe il responsabile dell’omicidio del 41enne Giovanni Di Muro, ucciso con due colpi di pistola il 5 novembre scorso in via Dei Rospigliosi, in zona San Siro a Milano. Il 31enne, che lavora come dipendente in una macelleria ed ha alcuni precedenti per reati contro il patrimonio, è stato rintracciato dai poliziotti milanesi intorno alle 16.30 sulla Promenade Des Anglais di Nizza, in Francia, dove si era rifugiato affittando un appartamento il giorno dopo la sparatoria. Il 19 novembre scorso, invece, si era presentato spontaneamente davanti al pm di Milano, Celestrina Gravina, uno dei complici, Nicola Valente, 42 anni, originario di Trani e residente in via Bovisasca a Milano, gestore di una serie di bar tabacchi sparsi per il capoluogo lombardo. Valente, che era stato individuato dalla polizia nelle ore immediatamente successive al delitto grazie alle tracce rimaste sul telefonino della vittima, avrebbe ammesso davanti al pubblico ministero di aver assistito al delitto, ma, in sostanza, di essere estraneo alla vicenda, raccontando di aver avuto solo un ruolo da intermediario tra i due contendenti.
La posizione del commerciante è ancora al vaglio degli inquirenti, ma non sembrano esserci dubbi sul ruolo di Antonio Da Ponte. Con la scusa di saldare una serie di debiti e crediti incrociati, legati al giro di orologi di lusso avviato da Giovanni Di Muro, Da ponte avrebbe preso appuntamento con la vittima. Alle 11,40 avrebbe sparato quattro colpi con una Beretta calibro 9x21, due dei quali avevano centrato il bersaglio. Il colpo mortale aveva raggiunto Di Muro in pieno volto. Non è chiaro se l’arma fosse già nelle disponibilità di Da Ponte o se gliel’avesse procurata Valente; di certo, i due si erano presentati all’appuntamento armati e per questo ad entrambi è stato contestato l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Gli inquirenti non escludono che almeno altre due persone possano essere coinvolte nel delitto.

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