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Posizione di un 20enne al vaglio del pm

Omicidio di Pasquetta: ora confessano in due


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Omicidio di Pasquetta: ora confessano in due
23/04/2009, 16:04

Si è costituito stamattina in questura un altro giovane. Anche quest'ultimo avrebbe preso parte al tragico tafferuglio che la sera di Pasquetta provocò la morte di Giovanni Tagliaferri, di 23 anni, ucciso durante una rissa, scoppiata per futili motivi.

Negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Napoli si è presentato Francesco Buccini, 20 anni, della zona di Ponticelli. E' al vaglio del pm il suo ruolo nella lite in via Cristoforo Colombo e nelle fasi che hanno portato all'omicidio, per il quale ora è accusato Canestrelli, per omicidio volontario. Buccini è fidanzato di Imma Canestrelli, sorella del presunto assassino. 


RAGAZZO IN QUESTURA, GENITORI COLLABORANO
Si è costituito alla polizia il giovane che, la sera di Pasquetta, uccise con una coltellata il 20enne Giovanni Tagliaferri. Si chiama Pietro Canestrelli, ha diciannove anni ed è della Sanità. Il ragazzo si è presentato in Questura insieme ai genitori. Era già stato individuato, ma si era reso irreperibile fin quando, capito che ormai la cattura era questione di ore, ha deciso di consegnarsi spontaneamente.

Quella sera Canestrelli era con un gruppo di amici, stavano tornando da Capri. Con lui c’era la sua fidanzata, la sorella con il fidanzato ed un’altra coppia.  All’altezza di via Cristoforo Colombo, a Napoli, la comitiva di Canestrelli è stata notata da un gruppetto di ragazzi a bordo di un’automobile, tra i quali c’era Giovanni Tagliaferri, residente a Scampia. Erano circa le 22.30. Dalla Ford sono partiti alcuni ‘apprezzamenti’ pesanti verso una delle ragazze del gruppo. La reazione è stata immediata. Ne è nato un litigio, poi sfociato in tragedia quando tra le mani del diciannovenne è spuntato il coltello, quello comprato poche ore prima per tagliare gli alimenti acquistati sull’isola. La vittima 20enne, a quanto pare, era scesa della vettura nel tentativo di calmare gli animi, ma ha avuto la peggio. Sono state sferrate diverse coltellate, tutte dirette alla parte bassa del corpo. Un fendente ha raggiunto Tagliaferri alla coscia, recidendo l’arteria femorale. Malgrado il tempestivo intervento degli amici, che subito lo hanno caricato in auto e sono partiti alla volta dell’ospedale Loreto Mare, il giovane è morto.

Il coltello non è stato ancora trovato, probabilmente il ragazzo se ne è liberato subito dopo. Le indagini sulle responsabilità dell’omicidio sono ancora in corso. L’impronta lasciata sulla carrozzeria della vettura servirà a costruire elementi utili all’accusa. Il tatuaggio descritto dagli amici di Tagliaferri, però, non è sul corpo di Canestrelli: appartiene ad un’altra persona, la cui posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti. A facilitare le cose agli inquirenti, una soffiata anonima che ha messo gli agenti sulle tracce del ragazzo nato nel novembre 1989; le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’area, infatti, non avevano fornito indicazioni utili alle indagini. Nemmeno le testimonianze dei presenti erano state rilevati per risalire all’identità dei ragazzi coinvolti nella lite. Oggi alle 14.10 la Procura ha emesso un decreto di fermo per il diciannovenne accusato dell’omicidio.

Pietro Canestrelli, incensurato, figlio di una coppia ‘normale’, due sorelle, lavora nella macelleria del padre nella zona di via Duomo e si è reso irreperibile subito dopo l’omicidio. A spingerlo a costituirsi sia le indagini delle forze dell’ordine, che erano già risalite a lui pur senza rintracciarlo, e la volontà della famiglia che, una volta appreso il reato di cui si era macchiato il figlio, lo hanno convinto che la cosa migliore da fare era consegnarsi ai poliziotti. Ha dichiarato che non voleva uccidere il ragazzo, che aveva colpito la parte bassa del corpo solo per ferirlo, ma malgrado ciò l’accusa è di omicidio volontario. Sua madre Elena, raccontano gli inquirenti, molto scossa dall’accaduto, durante un colloquio sabato scorso avrebbe detto: “non sapete quanto vorrei abbracciare la madre del ragazzo ucciso”. Gli agenti, dopo la soffiata, si erano già presentati a casa del 19enne ma senza trovarlo.

“E’ stata un’indagine difficile, - ha spiegato il capo della mobile Vittorio Pisani, - perché Canestrelli è incensurato, non è legato ad alcun contesto criminale, quindi le sue impronte lasciate sulla vettura del ragazzo morto non erano utili, né lo erano le descrizioni, frammentarie, rese dai ragazzi che erano con Tagliaferri”.

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di Nico Falco e Giulio D'Andrea
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