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La madre del prelato al funerale:"Lo perdono"

Omicidio Don Cassol, confermati i domiciliari per il bracconiere


Omicidio Don Cassol, confermati i domiciliari per il bracconiere
25/08/2010, 18:08

BARI - Nessun arresto, nessuna ipotesi di galera per Giovanni Ardino Converso, il bracconiere responsabile dell'uccisione accidentale (lo aveva scambiato per un cinghiale) di Don Francesco Casol nelle campagne di Altamura.
Il gip Giuseppe De Benedicits, infatti, ha deciso di limitarsi ad emettere nei confronti del bracconiere solo un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per omicidio colposo. La decisione, secondo il giudice, è da imputarsi in via esclusiva a cavilli procedurali e, cioè, "alla radicale assenza dei presupposti di legge". Il 50enne, infatti, è stato arrestato dai carabinieri solo 48 ore dopo il crimine; in "semi flagranza" e fornendo una dettagliata e spontanea confessione.
Ma su Ardino pendono anche le accuse di omissione di soccorso e caccia di frodo; con una discordanza di testimonianze emersa però durante l'udienza. L'uomo, difatti, aveva in precedenza dichiarato di essere fuggito subito, in preda alla paura, dopo essersi reso conto del tragico errore commesso. La versione data in tribunale, però, vede il bracconiere avvicinarsi fino a toccare il corpo senza vita avvolto nel sacco a pelo, verificare la morte del prelato e solo dopo decidere di scappare in auto.
Una differenza fondamentale proprio per valutare l'ipotesi di omissione di soccorso.
Intanto, all'omelia celebrata dal vescovo di Belluno Giuseppe
Andrich, la madre ultraottentenne del prete ha pubblicamente concesso il perdono al bracconiere.

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di Redazione
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