Cronaca / Sangue

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Gli investigatori cercano di fare chiarezza sul movente

Omicidio Landi, indaga l'Antimafia


Omicidio Landi, indaga l'Antimafia
24/04/2009, 19:04

Le indagini sono agli inizi, gli inquirenti ancora non possono lavorare in una direzione unica. E’ ancora buio sull’omicidio di Roberto Landi, 50 anni, ex assessore di Villaricca, ammazzato a colpi di pistola e poi seppellito sulla spiaggia di Licola. Unico indizio, per il momento, che le modalità dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere non sembrano essere compatibili con il modus operandi adattato dalla criminalità organizzata; il che escluderebbe un agguato da parte della malavita locale, anche se non si può dire nulla con certezza.
Ultimamente, infatti, sono cambiate anche le strategie usate dalla criminalità organizzata: se un sicario professionista può costare diverse migliaia di euro, basta molto di meno per spingere un piccolo delinquente ad eliminare un personaggio considerato scomodo. Nemmeno il colpo al basso ventre, che poteva far pensare ad un messaggio chiaro, potrebbe portare ad una svolta nelle indagini; probabilmente è stata una coincidenza non voluta.
Ma sono anche altre le circostanze che lasciano perplessi gli investigatori. Il consigliere ucciso con pochi proiettili di piccolo calibro, modalità che non hanno niente a che vedere con le decine di colpi esplosi in un agguato camorristico. E poi c’è il luogo dove è stato ritrovato il corpo. Su una spiaggia frequentata da pescatori, sepolto in modo precario, come se si dovesse farlo sparire in fretta, scegliendo un posto a caso. O come se si volesse farlo ritrovare poco dopo.
L’omicidio Landi sarà oggetto delle audizioni della commissione parlamentare Antimafia, che si terranno a Napoli e Caserta. Sebbene non ci siano ancora elementi utili a chiarire il movente, per Carlo Sarro, componente della commissione parlamentare Antimafia, “ancora una volta riemerge il rapporto tra politica e sangue”. Saranno ascoltati i prefetti Pansa e Monaco. Sfileranno poi i vertici delle forza dell'ordine. Nell'ordine i comandanti regionali di Carabinieri e Guardia di Finanza i generali Mottola e Bardi. I comandati provinciali di Arma e Fiamme Gialle, i generali Maruccia e Mainolfi per Napoli, il col. Burgio e Manozzi per Caserta. I neo questori delle due citta' Giuffre' e Longo. Al terzo piano di piazza Plebiscito arriveranno anche i vertici degli uffici giudiziari: il Procuratore della Repubblica Giandomenico Lepore, il presidente del Tribunale Carlo Alemi, per il Gip il coordinatore D'Urso, Gustavo Sergio del tribunale dei Minori. Il coordinatore della Dda Cantelmo. Per la Direzione investigativa Antimafia, il direttore Vallone. A Caserta invece sarà la volta del Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Lembo. Oltre il direttore delle Dogane, verranno ascoltati anche i rappresentanti delle associazioni: Unione degli Industriali, Ascom, Confartigianato, Confagricoltura, Coldiretti, Libera di don Luigi Ciotti, SOS imprese Campania e la Fondazione Moscati guidata da Padre Rastrelli.

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di Nico Falco
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