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La vittima non era nella condizione di fuggire

Omicidio Melania, peggiora la posizione di Parolisi


Omicidio Melania, peggiora la posizione di Parolisi
01/08/2011, 14:08

Melania Rea non era nella condizione di sfuggire al suo carnefice a causa dei "pantaloni abbassati di Melania". Secondo i pm di Teramo, infatti, Parolisi avrebbe pensato anche a come bloccare la donna nel caso in cui avesse potuto opporre resistenza. Se da un lato la Procura di Teramo conferma la ricostruzione del delitto dei colleghi di Ascoli, dall'altro contesta una nuova aggravante all'imputato: minorata difesa. Nella bocca di Melania ci sarebbe anche il Dna di Parolisi. Prova del fatto che l'ultimo contatto della vittima con molte probabilità è stato con il marito. Il genetista forense italiano, Emiliano Giardina dell'Università Tor Vergata di Roma, chiamato dai legali dell'accusato ad esprimere il suo parere, dichiara: "L'affermazione secondo cui il contatto potrebbe essere avvenuto mezz'ora o un'ora prima del delitto non ha alcun fondamento scientifico. In genetica non si sa ancora quanto tempo debba trascorrere perché spariscono le tracce". Inoltre, secondo la difesa, una foto proverebbe che l'auto di Parolisi si trovava alle altalene sul pianoro di Colle San Marco e non altrove. Non mancano i dubbi. Come riporta il Corriere della Sera, secondo la Procura è impossibile riuscire ad identificare dall'immagine la macchina di Parolisi in quell'ombra scura.

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di Claudia Peruggini
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