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Sollecito: "Restituitemi la vita"

Omicidio Meredith: ultime schermaglie, prima della Camera di Consiglio


Omicidio Meredith: ultime schermaglie, prima della Camera di Consiglio
03/12/2009, 12:12

PERUGIA - Ultima giornata del processo di primo grado per l'omicidio di Meredith Kercher, che vede sul banco degli accusati Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Era la giornata dedicata alle repliche. Ha cominciato il Pubblico Ministero, che ha descritto l'impianto accusatorio come una casa di mattoni, raccontando la storiella dei tre porcellini; mentre gli impianti difensivi dei due imputati somigliano alla casa di paglia e alla casa di legno, che il lupo abbatte facilmente. Poi ha mostrato come mai vicino al reggiseno tagliato, prova del processo, ci sia solo il DNA di Sollecito, appendendo un reggiseno allo stelo del microfono e facendo vedere, secondo l'ipotesi accusatoria, il movimento fatto dall'imputato. Infine ha fatto notare come Sollecito telefonò ai Carabinieri - fatto sottolineato dalle difese come dimostrazione dell'estraneità dei due imputati al reato - solo alcuni minuti dopo l'arrivo dela Polizia Postale, con l'evidente intenzione di crearsi un alibi.
Poi Raffaele Sollecito ha letto le proprie dichiarazioni spontanee, negando di essere succube di Amanda e respingendo le accuse. "Non sono mai stato un violento, non lo sono e non lo sarò mai", ha detto. E ha aggiunto:
"Non ho ucciso Meredith e non ero in quella casa. Ogni giorno che passa spero che il vero colpevole confessi. Vi chiedo di restituirmi la mia vita. So che lo farete perché, nonostante tutto, nonostante quello che sto vivendo sia molto pesante, ho ancora fiducia nella giustizia".
Ora i giudici dovranno ritirarsi in Camera di Consiglio per decidere la sentenza.

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di Antonio Rispoli
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