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Le nuove analisi del DNA hanno incastrato il domestico

Omicidio Olgiata: dopo 20 anni, fermato il domestico

Winston era già stato indagato per omicidio volontario

Omicidio Olgiata: dopo 20 anni, fermato il domestico
30/03/2011, 09:03

ROMA - A vent'anni dalla sua scomparsa, la contessa Alberica Filo della Torre, assassinata all'età di 42 anni nella sua villa dell'Olgiata il 10 luglio 1991, torna a far parlare di sè. I familiari e i legali della donna si erano infatti opposti all'archiviazione del caso, chiedendo, anzi, la riapertura del fascicolo e il ricorso alle nuove tecniche investigative basate sull'esame del codice genetico per analizzare alcuni reperti oggetto dell'inchiesta. Così, le nuove analisi del DNA hanno permesso di incastrare Manuel Winston, il domestico filippino della nobildonna, sottoposto al fermo di procura nel quadro degli accertamenti del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto procuratore Francesca Loy, in collaborazione con i carabinieri del Reparto operativo e del Ris. A determinare il fermo per l'omicidio della contessa della Torre è stato il pericolo di fuga dell'indagato; adesso la procura dovrà chiedere la convalida del fermo per l'ex domestico.
Manuel Winston era già stato indagato per lungo tempo per omicidio volontario assieme a Roberto Iacono, figlio della governante della contessa. Infatti nella prima inchiesta, poi conclusasi con l'archiviazione del caso, la procura aveva ritenuto che i due avessero motivi sufficienti per nutrire rancore nei confronti della donna. Winston aveva un debito di un milione di lire con la contessa, con cui era stato visto più volte discutere animatamente; Iacono, di cui si diceva che fosse affetto da problemi di natura psicologica, non aveva accettato il licenziamento della madre, la quale, secondo alcuni testimoni, doveva essere stata mandata via a causa delle continue richieste di anticipi o aumenti di stipendio.
Già allora Pietro Mattei, il marito della contessa, riteneva che le indagini fossero lacunose, specialmente per quanto riguardava gli accertamenti tecnici di laboratorio. E' stato proprio Mattei a sollecitare nuove indagini e il riesame delle tracce biologiche presenti sugli oggetti che si trovavano nella stanza in cui si verificò il delitto. Tra questi, il lenzuolo del letto della contessa con cui la vittima fu strangolata, lo zoccolo con cui fu tramortita, un fazzoletto di carta con del muco, i pantaloni di Winston e di Iacono e alcuni indumenti intimi della vittima. Infine, Mattei chiede di sottoporre all'esame del DNA anche l'orologio Rolex della donna.
Nel complesso, l'avvocato Giuseppe Mazzarita, legale del marito della contessa, si è detto soddisfatto degli esiti delle nuove analisi, che hanno permesso di dare una svolta alle indagini di uno dei più famosi "cold case" italiani.

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di Vanessa Ioannou
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