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È scattata questa mattina la perquisizione. È una svolta?

Omicidio Rea: i carabinieri in casa Parolisi

Peggiora la posizione di Salvatore, unico indagato

Omicidio Rea: i carabinieri in casa Parolisi
08/07/2011, 10:07

ASCOLI PICENO - Sembrerebbe essere imminente una svolta nel giallo di Teramo. Nell’inchiesta sull’omicidio Rea da questa mattina i carabinieri di Ascoli Piceno hanno avviato una perquisizione a Frattamaggiore, in casa di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito italiano, accusato dell’omicidio volontario di sua moglie Melania e per questo indagato a piede libero.
Proprio una settimana fa gli avvocati di Parolisi avevano richiesto un incidente probatorio per gli accertamenti di luogo, ora, e dinamica dell’omicidio: richiesta, quest’ultima, respinta dal gip. Presente in casa al momento dell’arrivo delle due pattuglie dei carabinieri, Salvatore Parolisi è stato presto raggiunto dalla sorella Francesca: i carabinieri hanno subito portato via due buste di plastica per poi rientrare all’interno dell’abitazione e salire in mansarda. È la prima volta che l’abitazione della famiglia del marito di Melania Rea, unico indagato, viene perquisita. Nella casa, in cui vivono i genitori del caporalmaggiore dell’esercito, il militare è in licenza dal 18 aprile.

“È DIFFICILE TROVARE CONFERME AL RACCONTO DI PAROLISI”
“Più passa il tempo e più diventa difficile trovare testimonianze che attestino che il 18 aprile scorso Melania Rea fosse a San Marco nell’orario che il marito, Salvatore Parolisi, indica”, spiega il colonnello Alessandro Patrizio, comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli. Patrizio ha confermato che alcuni militari dell’Arma sono in trasferta nel Napoletano per importanti attività di indagine legate all'omicidio. Massimo riserbo, tuttavia, su ciò che gli agenti stiano cercando.

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di Antonio Formisano
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