Cronaca / Nera

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Parolisi parla con la sorella: la Caserma sott'accusa

Omicidio Rea, il movente in una intercettazione ambientale


Omicidio Rea, il movente in una intercettazione ambientale
15/08/2011, 17:08

 

Il movente di un omicidio da rintracciare tra le mura di una caserma. Ed una conversazione confidenziale che in parte svela quello che secondo gli inuirenti sarebbe più di una prova investigativa per definire completo il puzzle dell'omicidio Rea. "C'e qualcosa di brutto nella caserma. Mi dispiace che ci ha rimesso Melania". Così dice Parolisi alla sorella, la persona che gli stava più accanto e lo abbracciava, il giorno del funerale, dietro alla bara di Melania Rea. Un microfono nascosto dai carabinieri incastra il caporalmaggiore, scrive il quotidiano Il Centro, incastra Salvatore Parolisi, che con questa frase svelerebbe il movente dell'omicidio.

Il caporalmaggiore non sapeva, infatti, che le sue parole venivano registrate. E ora diventano una svolta per la procura di Teramo. Ora che il movente del delitto di Civitella non è più passionale - legato al tradimento e alla soldatessa-amante Ludovica ma, come dice il gip Giovanni Cirillo, è un segreto "torbido e incoffessabile" costato la vita a Melania - questa intercettazione, rimasta stranamente in secondo piano, rappresenta una chiave per scoprire la verità.

Salvatore è chiarissimo: il movente è da cercare nella caserma "Clementi" di Ascoli, dove lui era uno degli istruttori delle soldatesse. E dove anche la procura militare di Roma indaga su presunti casi di allieve costrette a fare sesso con gli istruttori. Indaga «per ridare onorabilità all'esercito», afferma il procuratore militare Marco De Paolis. Mentre i magistrati di Teramo ipotizzano che dietro le parole «torbido e incoffessabile» si nascondano festini rosa o rapporti con trans. Leggendo le frasi di Parolisi si ha la conferma di tutti i sospetti.

Il caporalmaggiore e la sorella Francesca affrontano l'argomento di eventuali provvedimenti disciplinari per le relazioni che lui intratteneva con le allieve, più di tre. E Salvatore fa anche capire che il provvedimento punitivo può riguardare anche molti altri colleghi. Ma subito dopo traccia un collegamento inquietante tra qualcosa di brutto in caserma - persino più grave dei festini con le allieve - che potrebbe venire a galla, coinvolgendo altre persone (che lui chiama "clienti"), e l'omicidio efferato della moglie: "Mi dispiace che ci ha rimesso Melania", dice Parolisi "con disarmante naturalezza", commenta il gip Cirillo nell'ordinanza. Di seguito riportiamo il dialogo integrale – presente nell'ordinanza dei magistrati – tra Salvatore e la sorella.

Salvatore: "Può darsi che mi danno una punizione a livello disciplinare, oppure perché la cosa è troppo grossa chiudono un occhio. Comunque sia è uscito qualcosa di brutto pure dalla caserma".
Francesca: "Però voglio dire io, se poi lì dentro non esce niente alla fine...".
Salvatore: "Ma sai quante altre cose escono in mezzo. Io non so quello che è stato raccontato dai ragazzi lì dentro ma non pensare che ero l'unico ad avere qualche contatto così".
Francesca: "Allora esce tutto fuori".
Salvatore: "Sì ora esce fuori pure qualche altro cliente".
Francesca: "Ma tu devi dire che purtroppo non è stata colpa tua. La peggio l'hai avuta tu per quello che ti è capitato ma..." (la sorella non conclude la frase ma è come se volesse dire: ma ci sono altri coinvolti, ndr).
Salvatore: "A me di loro poco importa. Ogni persona ha fatto gli sbagli e li pagano tutti quanti. Mi dispiace che ci ha rimesso Melania. Io sicuramente non volevo che succedesse. Questo è poco ma sicuro".


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di Redazione
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