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Per il procuratore l'assassino resterà in carcere

Omicidio Rea: Melania uccisa di spalle pronta a fare l'amore

Parolisi avrebbe baciato la moglie prima di ucciderla

Omicidio Rea: Melania uccisa di spalle pronta a fare l'amore
19/07/2011, 09:07

ASCOLI PICENO - E’ stato arrestato Salvatore Parolisi con l’accusa di omicidio della moglie Melania Rea, la donna scomparsa e ritrovata morta il 18 aprile scorso. E’ stata da poco notificata l’ordinanza di custodia cautelare. Il gip di Ascoli, Carlo Calvaresi ha accolto la richiesta della Procura, che chiedeva l’arresto del caporalmaggiore dell’esercito per l’omicidio volontario aggravato della moglie Melania Rea. Non è ancora chiaro se Parolisi venga condotto in carcere oppure sottoposto ad interrogatorio. Intanto pare finito un incubo, una storia che pareva essere senza fine, ma che ha presentato un risvolto decisamente triste. “Speriamo che possa essere la fine di un incubo”. Michele Rea, fratello di Melania, commenta così l’arresto del cognato, aggiungendo: “Ci auguriamo che si possa arrivare a chiudere questo cerchio. E’ una notizia che mi fa stare male, anzi malissimo”.

L’ACCUSA
Salvatore Parolisi è accusato di omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà (che prevede l’ergastolo) e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri. Tra gli elementi ritenuti importanti ai fini dell’indagine sull’omicidio, vi sono anche tre macchioline - probabilmente di sangue - trovate dai Ris dei carabinieri sul montante della porta anteriore dell’auto. Salvatore, intanto, continua a proclamarsi innocente: “Io finisco in carcere - ha detto - mentre l’assassino è libero”.

SALVATORE POTREBBE UCCIDERE ANCORA
Il caporalmaggiore dell’Esercito potrebbe uccidere ancora. È questa la motivazione con cui i pm di Ascoli hanno richiesto l’arresto di Salvatore Parolisi. L’efferatezza del delitto, la lucidità con cui ha agito (anche nei giorni successivi) e, soprattutto, l’aver esposto la figlia di 21 mesi a una simile situazione (la piccola dormiva verosimilmente in auto, mentre la mamma veniva uccisa nel bosco a Ripe di Civitella), per la pubblica accusa rendono il caporalmaggiore dell’Esercito un soggetto “estremamente pericoloso”.

PAROLISI HA FATTO TUTTO DA SOLO
In una conferenza stampa convocata dopo l’arresto, il comandante dei carabinieri di Ascoli, Alessandro Patrizio, ha affermato che “Salvatore Parolisi “ha fatto tutto da solo nel compiere il delitto”. Non solo: secondo il comandante, Parolisi avrebbe inferto anche i colpi post-mortem rilevati dal medico legale, che avevano fatto pensare al coinvolgimento di una terza persona, visto che dopo la scomparsa di Melania Salvatore era rimasto a lungo sotto l’occhio di inquirenti e giornalisti. “Parolisi è tornato sul luogo del delitto per infliggere sul cadavere della moglie altre ferite post mortem, oltre ad altri segni, per depistare le indagini”, ha spiegato Patrizio. “Quando l'ha fatto? Non lo sappiamo - ha risposto Patrizio - ma certamente non molte ore prima che il cadavere fosse scoperto e cioè il 20 aprile, due giorni dopo la scomparsa della donna”. La donna sarebbe morta per emorragia da dissanguamento a causa dei “numerosi colpi subiti su tutto il corpo e non per uno solo in particolare”, hanno dichiarato i Carabnieri, spiegando che nessuna coltellata è stata quindi letale.

L'ORDINANZA DEL GIP CALVARESI
Nell'ordinanza con cui il gip di Ascoli Carlo Calvaresi ha disposto l'arresto di Salvatore Parolisi, verrebbe valutata la possibilità che Melania si sia abbassata pantaloni, collant e slip volontariamente (non ci sono segni di strappi sugli indumenti o graffi al corpo) non tanto per fare pipì (ipotesi comunque non scartata, anche se la donna era da poco uscita di casa), ma per favorire un rapporto sessuale, situazione chiaramente incompatibile con una lite. Viene definito «suggestivo» il fatto che proprio di un episodio simile, avvenuto però dieci giorni prima dalla morte di Melania, ha poi riferito lo stesso Parolisi, che ha dato due versioni diverse che hanno destato sospetti: agli investigatori ha detto che nel frattempo che lui e la moglie avevano effusioni intime la loro bambina era con i nonni, mentre al fratello di Melania, Michele, ha detto che la piccola era in auto. Non viene escluso tuttavia che fra i due ci sia stata una lite, nata a seguito della relazione che il militare aveva con la soldatessa Ludovica.

L’OMICIDIO
Parolisi con la scusa di fare l’amore, avrebbe convinto Melania a seguirlo nel bosco dopo pranzo. I due avrebbero lasciato la bambina, la piccola Vittoria, in auto, mentre i coniugi si recavano dietro la casetta in legno del bosco della Casermetta. Proprio quando Melania era di spalle con gli slip abbassati pronta a consumare il suo atto d’amore con il marito, Parolisi avrebbe l’avrebbe uccisa. Prima di infliggerle il primo colpo, Salvatore avrebbe dato a Melania un ultimo bacio. Proprio quest’ultimo gesto “d’amore” avrebbe incastrato l’assassino con il suo dna. Questo quanto accaduto secondo gli inquirenti, il 18 aprile scorso. Oltre che di omicidio volontario aggravato, l’uomo è accusato anche di vilipendio di cadavere poiché, Parolisì tornò sul luogo del delitto il giorno dopo il crimine, infierendo e colpendo il cadavere più volte, con il proposito di depistare le indagini.
La bella Melania sarebbe stata uccisa “all’improvviso”, sostengono gli inquirenti. I primi colpi sarebbero stati inferti mentre la donna era di spalle con collant e slip abbassati volontariamente. La vittima, non avrebbe avuto modo di difendersi né di piangere.



MOTIVO DELL’ARRESTO SECONDO IL PROCURATORE
Spiega il procuratore Umberto Monti sull’arresto di Salvatore Parolisi, marito della vittima Melania Rea: “Si tenga presente che formalmente interrogato in data 24.6.2011 e messo di fronte alle contraddizioni e non credibilità della sua versione e alla puntuale contestazione degli elementi prova a suo carico esistenti in quel momento Salvatore Parolisi piuttosto che fornire spiegazioni, ribadire le versioni date, correggerle, integrarle, modificarle, di fronte alla accusa formulata di aver ucciso sua moglie, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere”. Aggiunge : “Deve inoltre necessariamente e doverosamente tenersi conto che in presenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione al delitto di omicidio viene applicata la misura della custodia in carcere salvo che siano acquisiti elementi dimostrativi della inesistenza elle esigenze cautelari; nel caso di specie, come si è visto, le esigenze cautelari invece vi sono, ed è urgente salvaguardarle e certamente comunque non vi è elemento alcuno che possa farle ritenere insussistenti".

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di Carmen Cadalt e Antonio Formisano e va.es.
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