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Respinta dal Riesame la richiesta di scarcerazione

Omicidio Rea: Parolisi non convince e resta in carcere

I legali difensori assicurano il ricorso in Cassazione

Omicidio Rea: Parolisi non convince e resta in carcere
23/08/2011, 13:08

L’AQUILA – Salvatore Parolisi, unico indagato per la morte della moglie Melania Rea, resta in carcere. È stata respinta, infatti, la richiesta di scarcerazione, sulla quale tanto Parolisi quanto i suoi legali difensori avevano giocato il tutto per tutto, sostenendo diversi punti che per la difesa avrebbero dovuto scagionare il caporalmaggiore dell’esercito. Questi riguardavano l’ora del decesso della donna, le tracce di Dna ritrovate sul corpo della stessa e le celle telefoniche del cellulare.
Al contrario il Tribunale del Riesame, dinanzi al quale ieri Parolisi aveva rilasciato dichiarazioni spontanee e si era proclamato ancora una volta innocente, ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa il 2 agosto scorso dal gip del Tribunale di Teramo, Giovanni Cirillo. Salvatore Parolisi resta così, al momento, nel carcere teramano di Castrogno. L’accusa che continua a pendere sul suo capo è quella di omicidio della moglie, tragicamente avvenuto il 18 aprile scorso nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella.
La decisione del Riesame dell’Aquila di non accettare la richiesta di scarcerazione non è piaciuta affatto, ovviamente, ai legali di Salvatore Parolisi, che assicurano il ricorso in Cassazione. “Ci dispiace constatare che il Tribunale, nonostante i dai tecnici, le testimonianze e i dati di fatto, abbia dimostrato poco coraggio facendo finta di non vedere”: con queste parole, infatti, l’avvocato Nicodemo Gentile ha accolto la decisione del Riesame.

IL QUADRO INDIZIARIO RESTA IMMUTATO
Il quadro indiziario è rimasto immutato. E questo nonostante quanto sostenuto dalla difesa. È proprio questo il motivo che ha indotto il Tribunale del riesame a respingere l’istanza di scarcerazione: a riferirlo è stato lo stesso presidente del Tribunale, Giuseppe Romano Gargarella. Il magistrato non ha aggiunto altro, limitandosi a dire che tutto è contenuto nelle motivazioni che saranno inviate alle parti. L’ordinanza firmata pochi minuti dopo mezzogiorno, è composta di 23 pagine, alle quali è allegata anche una breve memoria di controdeduzioni depositata lunedì pomeriggio da Greta Aloisi e Davide Rosati, i pm di Teramo che hanno in mano l’inchiesta.

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di Antonio Formisano
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