Cronaca / Nera

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Il 29enne ucciso per errore dalla camorra durante la Faida

Omicidio Romanò, la Regione si costituisce parte civile

Ritenuti coinvolti Marco e Cosimo Di Lauro e Mario Buono

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Omicidio Romanò, la Regione si costituisce parte civile
02/02/2011, 12:02

NAPOLI – La Regione Campania si è costituita parte civile nel procedimento penale contro tre esponenti del clan Di Lauro, accusati dell’omicidio di Attilio Romanò. Il ragazzo fu ucciso a Napoli il 24 gennaio 2005 in un agguato di camorra, nel mezzo della faida che vedeva contrapposti il clan Di Lauro e gli Scissionisti di Raffaele Amato e Cesare Pagano. Romanò fu raggiunto dai sicari in via Napoli, a Capodimonte, all’interno del negozio di cellulari dove lavorava. Cercò di ripararsi, ma non gli lasciarono scampo. Si tratta di una delle tante vittime innocenti della criminalità organizzata. Romanò infatti, secondo gli inquirenti ucciso dal clan Di Lauro in una spedizione contro gli Scissionisti, fu ammazzato per errore: non apparteneva a nessun sodalizio criminale, era incensurato, era stato scambiato per un’altra persona. Il vero obiettivo era infatti il cogestore del negozio, nipote di un personaggio di spicco dei Di Lauro che era passato con gli Scissionisti.
Per l’omicidio del 29enne nel giugno scorso tre ordinanze sono state notificate a Cosimo Di Lauro (nella foto) e Mario Buono, ritenuti mandante ed esecutore, e a Marco Di Lauro, latitante, altro figlio di Paolo Di Lauro, conosciuto all’anagrafe della camorra come Ciruzzo il Milionario.

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di Nico Falco
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