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Dopo la condanna a 6 anni per Spaccarotella

Omicidio Sandri, la rabbia degli ultras


Omicidio Sandri, la rabbia degli ultras
15/07/2009, 09:07

Quando il Tribunale di Arezzo, nella persona del Presidente, ha pronunciato la sentenza che accusava Luigi Spaccarotella solo di omicidio colposo, per l'omicidio di Gabriele Sandri, con la condanna a 6 anni di reclusione, la rabbia è esplosa tra la gente presente. "Pezzi di merdaaa", si è sentito tra gli spettatori, che hanno cominciato a rumoreggiare, tanto da costringere i Carabinieri - incaricati del servizio d'ordine ed adeguatamente potenziati, come sempre quando si fanno sentenze che si sa sono contro il buon senso -  a far sgomberare l'aula con decisione. "Vergogna, buffoni, bastardi", urlano gli amici di Gabriele. Il commento più tagliente è quello di Cristiano Sandri, il fratello della vittima: "Un poliziotto che cinque testimoni hanno visto impugnare la pistola con due mani, stendere le braccia, mirare e sparare, è stato condannato per omicidio colposo come un qualsiasi sventurato automobilista per un incidente stradale. Vergogna. Ci sarà un appello. Ci sarà giustizia".
Molto più doloroso il commento della madre: "Me lo hanno ucciso per la seconda volta, la mia vita finisce qui"; ma anche il padre non è rimasto soddisfatto: "Vergogna, spero che gli amici di Gabbo sappiano mantenere sangue freddo e aspettare l'appello, perché io Spaccarotella non lo mollo. Ma in questo momento comprendo la rabbia degli amici".
Purtroppo sono queste sentenze, come quella sui poliziotti coinvolti nei pestaggi gratuiti e nelle torture al G8 di Genova del 2001 e quella sull'omicidio Aldovandri che generano un senso di sconforto nella gente e di dubbio nei confronti della Polizia: se io chiamo il 113, mi arriva uno che fa il suo dovere e mi aiuta o uno che per divertimento mi spara, come ha fatto Spaccarotella, o mi picchia con tanta violenza da rompere un manganello, come hanno fatto ad Aldovandri?

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di Antonio Rispoli
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