Cronaca / Sangue

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Omicidio Santabarbara, fermato il nipote


Omicidio Santabarbara, fermato il nipote
07/02/2012, 13:02

A conclusione di un’articolata indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, della Compagnia Carabinieri di Caserta e della Stazione Carabinieri di Caiazzo, in data 6 febbraio 2012 è stato eseguito un provvedimento di fermo emesso da questo ufficio nei confronti di: D.S.P. indagato per il reato di cui agli artt. 575, 576, 61 n. 2, 628 c.p. e 4 L. 110/75 ( omicidio doloso pluriaggravato e rapina ). Infatti, in data 5.1.2012 è stata assassinata in Piana di Monte Verna (CE) nella propria abitazione Angela SANTABARBARA, colpita da ben 32 coltellate. La vittima è stata ritrovata in un lago di sangue all’interno della sua abitazione. Tracce di sangue sono state rinvenute in più ambienti, indicative del fatto che l’assassino aveva infierito sulla vittima, probabilmente inseguendola. Dopo i primi accertamenti veniva sentito quale persona informata sui fatti proprio il giovane, il quale aveva rinvenuto il corpo senza vita della vittima, cugina della madre del De Siato. Successivamente il De Siato veniva indiziato per l’omicidio in conseguenza del fatto che sui suoi indumenti veniva accertata la presenza di macchie di sangue e venivano riscontrate ferite da taglio su un dito della mano destra, a cui si aggiungevano altri indizi desumibili da alcune contraddizioni tra le sue dichiarazioni e le prime risultanze investigative, in particolare le valutazioni del medico legale. Le indagini venivano quindi dirette all’approfondimento degli indizi acquisiti nella prima fase. Venivano esaminate le comunicazioni telefoniche effettuate dal De Siato, le risultanze della consulenza autoptica e la compatibilità delle ferite sulla mano e l’arma usata per il delitto, nonché la esclusione di altre cause nella produzione delle medesime ferite, come invece riferito dall’indagato. Fondamentali accertamenti sono stati quindi richiesti al R.I.S. Carabinieri di Roma, il cui esito ha dato conferma dell’ipotesi investigativa che attribuiva al De Siato la commissione del grave delitto. Infatti, è risultato che macchie di sangue e una impronta insanguinata rilevata all’altezza del ginocchio sul pantalone sequestrato all’indagato appartiene alla vittima; inoltre, materiale genetico ritrovato sotto le unghie della vittima è riferibile, in base al DNA, al De Siato. Probabile movente è ravvisabile nell’intenzione dell’assassino di commettere una rapina, deponendo in tal senso le macchie di sangue ritrovate sui pomelli delle ante dei mobili e di alcuni cassetti nell’abitazione della vittima, alla ricerca di denaro o di oggetti di valore da sottrarre alla Santabarbara, a cui è stata strappata la catenina che la vittima portava al collo e di cui è stato rinvenuto, in sede di autopsia, il crocifisso d’oro che ne era il pendaglio.

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di Redazione
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