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Sabrina lo chiamava "Dio Ivano"

Omicidio Scazzi, interrogatorio Ivano Russo durato 7 ore


Omicidio Scazzi, interrogatorio Ivano Russo durato 7 ore
31/01/2012, 19:01

TARANTO - Si è concluso dopo 7 ore e mezzo l'interrogatorio di Ivano Russo sentito come testimone al processo dell'omicidio di Sarah Scazzi, uccisa il 26 agosto del 2010 ad Avetrana, davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Taranto presieduta da Rosa Trufio. Al giovane, che secondo la Procura avrebbe costituito il movente dell'omicidio, sono state rivolte domande dai pubblici ministeri Mariano Buccoliero e Pietro Argentino, dagli avvocati di Sabrina Misseri, Franco Coppi e Nicola Marselli, da quelli delle parti civili Valter Biscotti, Nicodemo Gentile e Luigi Palmieri, dall'avvocato Gianluca Pierotti, legale dell'ex difensore di Sabrina, Vito Russo, imputato quest'ultimo di intralcio alla giustizia e favoreggiamento personale e dalla stessa presidente della Corte. «Capitava che Sarah mi abbracciava alla presenza di tutti -ha detto Ivano Russo- come accadeva anche con altri. La penultima volta che l'ho vista ricordo che mi disse che mi voleva bene. Ciò mi è rimasto impresso: risposi che anche io le volevo bene. A me non dava fastidio che appoggiasse la testa sul mio braccio».
 Russo ha spiegato che tra lui e Sabrina «c'era un rapporto di fiducia e di confidenza. Io raccontavo a Sabrina di cose mie personali, quando ho capito che voleva qualcosa di diverso e che voleva andare un po’ oltre -ha proseguito- io ho troncato il rapporto perchè non era più un'amicizia ma qualcos'altro. Non volevo crearle problemi e per ciò mi sono allontanato». Anche un'altra amica, Angela Cimino, «aveva avuto questa impressione -ha spiegato Russo- e me lo disse, cioè che Sabrina non si accontentava più della semplice amicizia».
Ivano Russo ha spiegato che Sabrina «si confidava sui rapporti tra i suoi genitori (Michele Misseri e Cosima Serrano) che spesso litigavano e non andavano d'accordo. Mi disse che voleva andare a vivere da sola magari insieme al padre al quale era molto affezionata». Il giovane ha poi raccontato di un messaggio sms che Sabrina aveva inviato a Sarah una sera che il giovane aveva accompagnato la prima alla sua abitazione per sapere quale delle persone presenti nella vettura avesse lasciato per prima e per ultima. «Io pensavo a una gelosia nei confronti di Angela Cimino - ha aggiunto Ivano - quel messaggio è stata una conferma che quella di Sabrina nei miei confronti era più di una amicizia». Ivano si è anche soffermato su un rapporto intimo avvenuto tra lui e Sabrina in auto nell'estate del 2010 quando entrambi ebbero un rapporto sessuale incompleto durante il quale si denudarono. A un certo punto il giovane decise di interromperlo. «Mi sono bloccato - ha spiegato Ivano - perchè volevo conservare l'amicizia con Sabrina ma non le potevo dare qualcosa di più. E quindi decidemmo di rivestirci». Il giovane non ha però saputo collocare precisamente quell'episodio che, come si evince da un messaggio del 22 giugno, sarebbe avvenuto il giorno precedente. In quel messaggio Ivano manifesta una sorta di senso di colpa. Stando però ad altri messaggi telefonici riportati agli atti potrebbe essere avvenuto in un periodo a cavallo tra luglio e agosto. 
Anche se non ha saputo collocarlo temporalmente, Ivano ha precisato di avere avuto un solo rapporto intimo con Sabrina. Dai messaggi sms riportati a verbale è emerso che qualche volta i due giovani si scambiavano parole che fanno pensare a un rapporto più stretto dell'amicizia. In un caso Sabrina lo chiama “Dio Ivano”, e poi aggiunge '”Sei bello così, non devi dimagrire”. Mentre in un altro messaggio lui la chiama “Amore” ma il giovane ha spiegato che si trattava di un modo di scherzare e di ironizzare, come per esempio si faceva tra commilitoni durante il servizio militare. Il giovane si è soffermato anche sull'episodio del fratello di Sarah Scazzi, Claudio, che gli aveva fatto capire chiaramente di essere al corrente dell'incontro intimo tra Sabrina e Ivano in auto e ha spiegato che il 21 agosto aveva avuto un chiarimento con Sabrina sulle scale di una macelleria vicino al pub frequentato dalla comitiva, per altro alla presenza di Sarah. Ivano ha precisato che durante quell'incontro chiarificatore non si erano addentrati nei particolari e che Sabrina aveva negato di aver svelato l'episodio al cugino Claudio. «A me ha dato fastidio, più per lei», ha detto Ivano. «Doveva rimanere tra me e lei, io mi sono comportato in maniera corretta, lei invece si era confidata con Claudio».
Inoltre Ivano Russo ha sottolineato di non aver mai assistito «a liti tra le due cugine. Forse qualche volta l'ha rimproverata ma mai a livello aggressivo. Magari è accaduto per il profitto scolastico. Sabrina - ha proseguito - non voleva che Sarah avesse atteggiamenti eccessivamente affettuosi nei confronti degli amici della comitiva per timore di quello che poteva dire la gente di Avetrana». Interessante il passaggio della deposizione di Ivano Russo in cui racconta che, subito dopo la scomparsa di Sarah, Sabrina in un sms gli parla del fatto che, d'intesa con la zia Concetta, madre di Sarah, aveva deciso di non mostrare un diario in cui la giovane scomparsa manifestava interesse nei confronti di Ivano e di averlo fatto «nel caso ti indagano», avrebbe scritto Sabrina. «I carabinieri ci hanno detto che non sanno se ti vedono come un amico o qualcosa in più». “Non mi mettere a sta storia”, replicò via sms Ivano. «Io ricordo che le chiesi di non mettermi in cattiva luce», ha concluso.

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di va.es.
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