Cronaca / Sangue

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Secondo gli inquirenti potrebbe essere il mandante

Omicidio Tommasino, fermato il boss D’Alessandro


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Omicidio Tommasino, fermato il boss D’Alessandro
04/01/2010, 12:01

CASTELLAMMARE DI STABIA – Omicidio Tommasino: scatta il fermo per il boss Vincenzo D’Alessandro, il figlio di don Michele. Gli agenti della squadra mobile della Questura di Napoli, in collaborazione con gli agenti della squadra mobile della Questura di Trapani, hanno notificato a Vincenzo D’Alessandro, pregiudicato di 34 anni, un provvedimento di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, per il reato di associazione a delinquere di stampo camorristico. Al momento il boss stabiese non risulta ancora indagato per l’omicidio di Gino Tommasino, il consigliere del Pd assassinato il 3 febbraio del 2009 a Castellammare, anche se gli inquirenti sembrano non avere dubbi. Vincenzo D’Alessandro potrebbe essere il mandante del delitto. Luigi Tommasino fu ucciso sotto gli occhi del figlio 13enne in viale Europa, in pieno centro cittadino. Un agguato di matrice camorristica il cui movente non è stato ancora definito. Il provvedimento di fermo arriva dopo una serie di riscontri investigativi a seguito dell’arresto dei presunti killer del consigliere: Salvatore Belviso, cugino di D’Alessandro, Renato Cavaliere, Raffaele Polito e Catello Romano. Gli elementi che emergono dall’inchiesta allo stato attuale non sono sufficienti per incriminare il figlio di don Michele per il reato di omicidio. D’Alessandro, attualmente capo dell’omonimo clan di Castellammare di Stabia, sta scontando la misura di sicurezza detentiva presso la casa di lavoro di Favignana dove gli è stato notificato il provvedimento, firmato dai pm Rosario Cantelmo, Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa. Un provvedimento che sigla un percorso di indagini continuo e serrato e nel quale trovano collocazione i quattro uomini arrestati ad ottobre con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’omicidio. Inoltre, secondo quanto dichiarato dai collaboratori di giustizia Polito e Romano, Tommasino si sarebbe appropriato di 30mila euro del clan D’Alessandro. Secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi del pagamento di una tangente di qualche imprenditore o commerciante che aveva chiesto l’intermediazione del consigliere. Un dato che potrebbe confermare la vicinanza di Tommasino alla famiglia D’Alessandro.
 
 

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di Antonella Losapio
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