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La pistola trovata in clinica non è l'arma del delitto

Omicidio Torpignattara, spunta l’ipotesi di un complice

Alemanno:"Roma ha perso la pazienza, lo Stato deve reagire"

Omicidio Torpignattara, spunta l’ipotesi di un complice
06/01/2012, 19:01

ROMA –  Proseguono a ritmo serrato le indagini degli inquirenti  per dare un volto agli assassini che, il 4 gennaio scorso, hanno ucciso il 31enne Zhou Zheng  e la sua piccola di nove mesi, Joy.

Si ascoltano nei minimi dettagli le testimonianze, specie quella della moglie e  madre delle vittime, si analizza la scena del delitto per assicurare quanto prima alla giustizia gli autori della tragedia. Ecco, dunque, che spunta anche l’ipotesi di un complice: un uomo che aspettava sullo scooter i due killer, dietro l'angolo in via Tempesta,  che subito dopo è fuggito insieme a loro. La prima pista porta agli ambienti della tossicodipendenza romana, ma non è da escludere neanche quella della vendetta contro la famiglia cinese. Si indaga anche sui nemici che la famiglia cinese potrebbe essersi fatta gestendo il bar e l’agenzia di money transfer. Intanto gli ultimi accertamenti sull’arma ritrovata in una clinica per detenuti, hanno escluso il legame con il delitto.  

E mentre la giustizia fa il suo corso, è immensa la solidarietà per la famiglia cinese. La capitale, inoltre, si mobilita e in tutta la città scatta l'operazione prevenzione crimine. Gli agenti delle volanti hanno proceduto ad una serie di posti di controllo su strada, mentre agli agenti dei commissariati sono stati affidati controlli mirati su soggetti pregiudicati.

“Roma ha ormai perso la pazienza, ci deve essere una fortissima reazione da parte dello Stato”, urla il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ribadendo con forza la necessità di dotare la capitale di maggiore sicurezza. “Bisogna che in tutti i quartieri a rischio ci sia un intervento incisivo di carattere preventivo, perquisizioni a tappeto, interventi sistematici, in maniera da fare emergere quel tessuto criminale che è cresciuto in questi ultimi mesi, perché - conclude Alemanno - non si deve aspettare che siano commessi i reati, ma bisogna intervenire prima''. Il sindaco di Roma, inoltre, invita la magistratura a decidere senza timidezze di sorta, chiama in causa polizia, carabinieri, questura perché i sindaci hanno soltanto un potere di denuncia e di sollecitazione. Poi una promessa: “Non accetterò mai più inviti alla prudenza e ai toni bassi”.
Troppo nero il bilancio sul crimine in città nel 2011: 33 omicidi, 22 ferimenti. “Sta crescendo un tessuto criminale fuori dai limiti fisiologici: il traffico di droga e di armi è fuori controllo. È come se nei quartieri a rischio, piccole e grandi bande abbiano alzato la cresta e si sentano padroni del territorio. Vanno sgominate subito”, ha ribadito Alemanno.

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di Rossella Marino
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