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Il volto dell'assassino in un video

Omicidio Vassallo, svolta nelle indagini


Omicidio Vassallo, svolta nelle indagini
17/11/2010, 10:11


ACCIAROLI (Sa).  Svolta nelle indagini dell'omicidio di Angelo Vassallo. Un ufficiale dell’Arma, il giorno dopo il delitto, fece rimuovere una telecamera dal porto di Acciaroli senza nessuna autorizzazione della magistratura. Quest'ultimo secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo importante, fino ad oggi, nelle indagini. “Da qui a dire che è un sospettato ce ne vuole…” chiarisce subito il procuratore capo di Salerno Franco Roberti, ma allo stesso tempo precisa che “le indagini non stanno tralasciando nulla”. L’ufficiale, vacanziere abitudinario ad Acciaroli, è stato più volte interrogato.  I filmati sono stati recuperati solo dopo alcuni giorni, a seguito di un provvedimento di sequestro emesso dalla procura salernitana. Un giallo che ha subito insospettito gli inquirenti che, inevitabilmente, hanno approfondito le indagini sui rapporti dell’ufficiale dell’Arma con il sindaco Vassallo. Indagini che hanno portato alla luce un altro incredibile retroscena. Sarebbe stato proprio l’ufficiale, subito dopo il barbaro omicidio, ad avvisare alcuni giornalisti. Due episodi ancora tutti da chiarire. “La telecamera l’abbiamo recuperata, questo significa che non aveva nulla da nascondere”, getta acqua sul fuoco il procuratore Roberti. L’ufficiale avrebbe fatto rimuovere la telecamera “perché aveva paura che i filmati potessero andare persi, visto che dopo alcune ore il nastro registrato viene automaticamente cancellato”, precisa ancora il procuratore. Ad ogni modo filmati molto importanti per le indagini. “Nei filmati si vede un uomo – spiega Roberti – e non è escluso che sia proprio l’assassino. Stiamo ancora espletando delle verifiche ma presto avremo delle notizie concrete. In questi mesi abbiamo verificato ogni ipotesi, troppe ipotesi – continua il procuratore di Salerno - ma oggi abbiamo finalmente una pista precisa. Una pista che potrebbe portarci presto ad un capolinea. C’è qualcuno che sa ma che ancora non ha parlato”. Agli atti c’è anche una relazione dell’ufficiale dei carabinieri: “Si tratta di un atto importante - spiega Roberti – che l’ufficiale ci ha consegnato nei primi giorni successivi l’omicidio. Ci sono nomi e cognomi. Nomi di persone sospette”. Intanto le indagini continuano. Magistratura ed investigatori continuano nel più ristretto riserbo, come si conviene in delitti del genere, a mettere insieme fra loro i tanti sparsi tasselli di un mosaico che alla fine potrebbe rivelarsi meno "giallo" di ciò che si pensa.

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di Vincenzo Rubano
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