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vicini parlano di frequenti scenate dell’uomo

Omicidio-suicidio a Milano di un notaio geloso dell’amante

Tesi i rapporti con la moglie che aveva lasciato

Omicidio-suicidio a Milano di un notaio geloso dell’amante
11/06/2012, 19:06

MILANO- Ha deciso di farla finita, non ha retto alla pressione della moglie da una parte e alla gelosia per l’amante lettone dall’altra così un notaio 45enne della provincia lombarda ha preso la Beretta calibro 7,65, che deteneva legalmente, e ha sparato alla tempia dell’amante poi ha rivolto l'arma contro di sé ed ha premuto per l’ultima volta il grilletto. Ha trovato così la morte, con un omicidio-suicidio, Vincenzo Ialenti probabilmente intorno alle 20 di eri sera subito dopo  la partita di esordio dell’Italia nel campionato europeo. Un vicino infatti ha dichiarato che subito dopo la partita ha sentito le grida di una donna e subito dopo uno rumore simile ad uno. Resta di chiedersi come mai non abbia ritenuto opportuno avvertire qualcuno.
A dare l’allarme la madre del notaio che questa mattina non è riuscita ad entrare nel monolocale del figlio posto al secondo piano di un palazzo signorile di piazza Lega Lombarda a Milano perché la porta era chiusa con ancora la chiave nella toppa e dopo numerose chiamate al cellulare senza risposta. Il professionista, che era titolare di uno studio a Trezzano sul Naviglio (Milano), lascia una figlia minorenne e la moglie con la quale ultimamente i rapporti erano molto tesi a causa della lettone e dopo che aveva lasciato l’abitazione di Galliate che condividevano.

I cadaveri sono stati trovati riversi in un lago di sangue l’uno accanto all’altro, riversi in un lago di sangue sul pavimento del piccolo appartamento. Per il movente gli inquirenti sembrano protendere sulla gelosia dell’uomo nei confronti della lettone di 16 ani in meno così come confermano alcuni inquilini del palazzo e residenti della zona che hanno dichiarato di aver assistito a diverse scenate di gelosia e litigi tra i due. Alcune indiscrezioni vorrebbero un bigliettino lasciato dal professionista nel quale avrebbe spiegato le ragioni del gesto anche se non trovano per il momento conferma.
 

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di Simona Buonaura
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