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Una delle 5 case che hanno resistito al sisma del 6/4/09

Onna: resistette al terremoto, ma non resisterà all'Anas


Onna: resistette al terremoto, ma non resisterà all'Anas
09/06/2010, 13:06

ONNA (L'AQUILA) - Quando il 6 aprile del 2009 un forte terremoto colpì L'Aquila e i comuni viciniori, il paese fu colpito fu Onna. Non solo per i 40 morti, ma soprattutto perchè quasi tutti gli edifici crollarono o furono pesantemente lesionati. Solo cinque non subirono lesioni: uno di questo è stato quello della signora Margherita Nardecchia Marzolo, maestra elementare. La struttura fatta di muri ben incatenati e legno è riuscita ad assorbire le vibrazioni. Ma l'Anas ha deciso che non andava bene e quindi andrà abbattuta, perchè si trova sul percorso di un sovrappasso lungo la strada in costruzione, tra Bazzano e San Gregorio, che è stata pensata per alleggerire il traffico dalla statale 17, che - dopo la chiusura del centro storico di L'Aquila, crollato per il terremoto e la cui riapertura è rinviata alle calende greche - è praticamente congestionata. La decisione sarebbe tragica, per la signora Marzolo, che si troverebbe senza casa, che ha fatto ricorso al Tar; ma il tribunale amministrativo lo ha respinto, perchè non cè un "danno grave e irreparabile". Il problema è che dopo l'abbattimento il danno sarà "grave ed irreparabile", ma anche irrisolvibile.
Ma sono tutti i cittadini di Onna che stanno protestando per questa decisione, che segnerebbe la fine del comune: stretto tra la strada statale 17 congestionata e la variante che si congestionerebbe alla stessa maniera, diventerebbe una sorta di camera a gas a cielo aperto. E non sono solo i cittadini a protestare: l'ex ambasciatore tedesco William Steiner, in rappresentanza del governo tedesco (la Merkel ha "adottato" Onna, perchè qui le SS uccisero 17 persone l'11 giugno 1944), ha mandato numerose lettere chiedendo, in tipico stile diplomatico, che l'Anas si fermi. Ma a quanto pare neanche lui è stato preso in considerazione. Il perchè lo paventa l'avvocato Fausto Corti, legale della signora Marzolo: "La Variante Sud fu approvata in un giorno, nell’ambito della stessa conferenza di servizi che doveva dare l’ok sulla nuova viabilità del post-terremoto. Capito? Anche qui, anche in questo caso, le procedure d’urgenza della Protezione civile, come per il G8 e i Grandi Eventi, hanno giocato un ruolo fondamentale. La Variante Sud faceva parte della Legge-Obiettivo, ci sarebbero voluti cioè ben altri tempi e ben altri passaggi per approvarla. E invece in un lampo eccoci qua, con 33 milioni di euro già pronti. Oltretutto il progetto scelto dall’Anas è il più oneroso, perché far passare la strada vicino a Onna, dove si è visto che è alto il rischio idrogeologico, significherà costruirla non a raso, ma sopra un terrapieno. Che vuol dire? Camion e camion di terra. In faccia al paese sorgerà una collina"

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di Antonio Rispoli
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