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Anche Amnesty international bacchetta il parlamento

Onu: dura critica all'Italia per la legge sull'omofobia


Onu: dura critica all'Italia per la legge sull'omofobia
15/10/2009, 09:10

Non bastava il già delicatissimo ed incandescente clima post bocciatura della legge Concia: anche l'Onu, spalleggiato da Amnesty International, "sculaccia" il parlamento italiano e la sua decisione di affossare la legge sull'omofobia. Ieri, infatti, l'Alto Commissario per i diritti umani Navi Pilly, ha lanciato una chiaro messaggio di disapprovazione da Bruxelles parlando di "passo indietro" fatto dall'Italia per quanto riguarda i diritti di gay e lesbiche.
Il sempre più tafazziano Pd pare aver accusato la "botta" più di ogni altro partito; spaccandosi e dilaniandosi per l'oramai noto "caso Binetti".
La senatrice cattolica milintante nel partito democratico, dopo le parole di dura condanna pronunciate da Franceschini, aveva infatti dichiarato di abbandonare la mozione del segretario uscente per entrare in quella di Bersani. Lo stesso Bersani, però, ha subito precisato alla sua neo-alleata di essere assolutamente favorevole ad un sistema di regole certe all'interno della sua corrente. Tradotto: se ti comporti come con la legge Concia sei fuori. A proposito di Paola Concia, poi, l'autrice del disegno di legge sull'omofobia parla molto chiaro e pone una questione piuttosto rigida:"Il Pd deve scegliere: o me o la Binetti".
Anche in zona Pdl gli animi sono piùttosto accesi e, nelle votazioni dell'altro ieri, tanti cattolici di centro-destra avevano applaudito alla bocciatura del testo legislativo mentre, allo stesso tempo, personaggi influeti come Italo Bocchino si erano dichiarati di parere opposto. Intanto, mossa anche dalle ramanzine dell'Onu, il Ministro alle pari opportunità Mara Carfagna ha annunciato che preperarà in tempi brevissimi un testo di legge che si dimostrerà addirittura più dettagliato e garantista di quello presentato dalla Concia. Un ddl in linea con il trattato di Lisbona sulle discriminazioni in materia di razza, religione, sesso ma anche - precisano i suoi tecnici - "orientamento sessuale e identità di genere". Proprio su quest'ultimo punto, in pratica, significa che le aggravanti verranno previste non solo per chi commetterà violenza contro i gay ma anche per coloro che aggrediranno un transgender. E i vari "punti ambigui" di cui parlavano la Binetti e tutti gli altri che hanno votato no al riesame della legge Concia? Svaniranno? Non era forse più utile (e rapido) rivedere, integrare e modificare un testo di legge già esistente? Domande alle quali, probabilmente, non avremo mai risposta.

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di Germano Milite
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