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Stazionarie le sue condizioni

Operaio Napoletano della Fiat tenta il suicidio

Ai figli: papà in ospedale, è caduto

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Operaio Napoletano della Fiat tenta il suicidio
03/08/2011, 15:08

NAPOLI – I problemi che affliggono Napoli sono innumerevoli e quotidianamente il popolo li affronta cercando di procurarsi il minor numero di cicatrici. Purtroppo non sempre è così spesso, il male, il disagio maggiore per i napoletani è il non avere un lavoro o peggio ancora avere un impiego non impiego, ossia lavorare per una azienda di rilevanza internazionale se non mondiale come la Fiat ed essere messi a parcheggio con una soluzione chiamata “cassa integrazione”, un appianamento, che tutelerebbe il lavoratore ma che in effetti azzera la dignità dello stesso gettando nello sconforto chi è più debole o semplicemente chi ha la responsabilità di una famiglia. Carmine Pignarosa, un nome che sentito cosi non dice assolutamente nulla, ma allora perché citarlo, perché proprio lui? Perché Carmine è uno dei tanti impiegati presso lo stabilimento Fiat di Pomigliano, lui non ha resistito alla comunicazione da parte della direzione che lo avvisava del prolungare la cassa integrazione per altri due anni, lui Carmine lo era già da tre e questa mazzata non ci voleva affatto, la famiglia, la casa, i salti per arrivare a fine mese, no, no, non è giusto, troppi pensieri affollano la mente dell’ operaio che disperato compie il gesto estremo, si chiude in bagno e vuole farla finita. Tenta il suicidio, si tenta ma fortunatamente non ci riesce, ricoverato al San Giovanni Bosco lotta tra la vita e la morte durante un delicatissimo intervento che per fortuna ha esito positivo. Fuori dalla sala operatoria la moglie sguardo nel vuoto attende , attende che il suo Carmine si salvi. A confortarla i colleghi del marito attoniti, “ non siamo riusciti a capire il suo malessere interiore, magari … forse … “Ma ogni parola adesso è inutile. Ai figli di Carmine è stato detto che papà è caduto, certo non gli si può dire la verità soprattutto che il loro padre è vittima di una società troppo spesso ingiusta con la gente perbene, con chi vive onestamente del proprio lavoro.

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di Antonio Sarracino
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