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Dopo iniezioni, digiuni ed enteroclismi

Operazione al cuore rinviata per 5 volte a bimba di 2 anni


Operazione al cuore rinviata per 5 volte a bimba di 2 anni
18/06/2011, 17:06

PADOVA – E’ stata preparata cinque volte per un intervento al cuore, ma non è stata ancora operata. Si tratta di una bambina di appena due anni che, dallo scorso 8 giugno, tenta di risolvere il suo problema di cardiopatia congenita. La preparazione all’intervento, tra l’altro, consiste in una serie di iniezioni, digiuno ed enteroclismi. Insomma, una trafila che chiunque vorrebbe evitare di subire. A decretare i cinque rinvii sono state delle urgenze improvvise. Infatti, nel reparto di terapia intensiva cardiochirurgia i posti disponibili sono solo due. Dunque, la piccola ha dovuto cedere il posto a casi più gravi del suo.

Una situazione che ovviamente procura tensione e ansia ai genitori della piccola che, a ‘Il Mattino’ di Padova, hanno dichiarato: “Siamo partiti con le migliori intenzioni ma appena siamo entrati in ospedale ha avuto inizio l'odissea di nostra figlia. L'intervento e' stato rinviato prima dal mattino al pomeriggio, poi al giorno successivo. Pensavamo ad un caso, non potevamo nemmeno immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a pochi giorni: e' stata richiamata il 10 giugno, dimessa l'11. Poi ci hanno richiamato il 14. Doveva essere operata al mattino: arriviamo e ci dicono che l'intervento e' stato spostato al pomeriggio la tirano lunga e ci assicurano che sarebbe stata operata il 15. In serata le dicono che con 99 probabilità su 100 sarebbe stata operata il giorno successivo. Si e' verificato l'1 per cento di imprevisto: ieri mattina è stata dimessa”.

“L'ospedale”  - ha proseguito il papà della bambina – “si deve rendere conto che abbiamo a che fare con bambini, che soffrono moltissimo il ricovero. Mia figlia ne ha avuti una miriade in una settimana, ad oggi senza un motivo, visto che non è stata ancora operata. E' ovvio che le urgenze hanno la precedenza, ma come lo spiego a mia figlia che ha subito iniezioni e quant'altro per niente? La mia non è una battaglia personale, ci sono molte altre famiglie nella mia stessa condizione. Dicono che l'intervento di mia figlia non è urgente, ma sono trascorsi sei mesi dalla diagnosi. Deve diventare un caso grave e quindi urgente per poter entrare in sala operatoria?"

Il caso ha generato scalpore e l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, ha avviato una serie di indagini. ''Non intendiamo gettare la croce addosso a nessuno”  - ha affermato Coletto – “ma vogliamo vederci chiaro fino in fondo, capire le caratteristiche del problema che determina queste situazioni, e quindi far sì che vi venga posto rimedio. Ho contattato il padre della piccola, mi sono scusato di quanto accaduto e gli ho assicurato che il lavoro per garantire che non accada più una circostanza come questa sarà veloce, come veloci saranno le determinazioni conseguenti. Non è certo ammissibile che un piccolo paziente possa essere sottoposto al 'calvario' di questa bambina, motivo per cui tutto quel che serve dovrà essere fatto, e in fretta''.

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di Luana Rescigno
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