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Erano 250 i clienti del "supermercato della droga"

Operazione antidroga a Palermo, 25 arresti

Ogni pusher guadagnava fino a 1.600 euro al giorno

Operazione antidroga a Palermo, 25 arresti
14/04/2011, 08:04

PALERMO - La scorsa notte i carabinieri di Palermo hanno eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei membri di una banda di spacciatori operante nel quartiere palermitano Zen. Tra le persone finite in manette con l'accusa di smerciare grossissime quantità di hashish, cocaina, eroina e marijuana ci sono anche tre minorenni.
A coordinare le indagini, durate più di un anno e mezzo, sono stati il procuratore aggiunto Maurizio Scalia e il pm Maurizio Bonaccorso. Attraverso telecamere nascoste, gli investigatori hanno registrato i movimenti dei pusher, le dinamiche di cessione delle dosi, le quantità di droga vendute e i guadagni medi. Si trattava di un vero e proprio supermercato della droga, o meglio di una sorta di take-away della droga, inserito in quello che il comandante provinciale dell'Arma, Teo Luzi, definisce come "il cuore di una roccaforte dell'illegalità".
Gli spacciatori del quartiere si erano organizzati bene, con vedette, sia a piedi che a bordo di scooter, che controllovano la zona per avvertire in tempo gli spacciatori nel caso in cui fossero sopraggiunte le forze dell'ordine. Ma, grazie all'impiego delle telecamere, le autorità sono riuscite ad eludere il "sistema di sicurezza" della banda e a scoprire il losco giro d'affari.
I clienti potevano prelevare le dose richiesta senza neanche scendere dalla propria automobile: un ragazzo prendeva l' "ordinazione" e i soldi; un altro tornava con la droga richiesta. In 250, tra cui la figlia 22enne di un avvocato e un ingegnere della zona, che acquistavano rispettivamente hashish e cocaina, sono stati segnalati come assuntori di droghe. Ogni spacciatore, con una clientela di circa 40 persone al giorno, poteva guadagnare fino a 1.600 euro al giorno, lavorando dalle 15 alle 21.
Dalle indagini sono emersi collegamenti con esponenti di "Cosa nostra". Gli investigatori, infatti, non escludono che all'apice di questa complessa e ramificata struttura che controlla lo spaccio nel popoloso quartiere Zen ci sia proprio l'organizzazione mafiosa.

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di Vanessa Ioannou
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