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Operazione antiusura della Guardia di Finanza di Napoli.


Operazione antiusura della Guardia di Finanza di Napoli.
18/02/2011, 10:02

Il fenomeno dell’usura costituisce una delle piaghe più diffuse nel territorio di questo circondario. Attraverso questa illecita attività, infatti, si immettono nel circuito legale ingenti quantità di denaro e si “droga”, pertanto, l’economia di interi paesi; i suoi profitti vengono spesso reinvestiti in attività solo apparentemente lecite.

In data odierna, al termine di una complessa attività investigativa in materia di usura, condotta da questo Ufficio Giudiziario, militari appartenenti al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura del sequestro preventivo di beni nei confronti di Giuseppe Chierchia, 61 anni, imprenditore originario di Pompei ma residente a Scafati, attualmente già detenuto per una condanna ad 8 anni sempre per usura.

In data 15.09.2009, al termine di una complessa attività investigativa in materia di usura, condotta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, militari appartenenti alla Guardia di Finanza del Gruppo di Torre Annunziata avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di G.C., sempre per imputazioni inerenti ad un’articolata rete di rapporti usurari, intrecciati con numerosi imprenditori dell’area vesuviana ed oplontina.

Nella contestualità dell’arresto di G.C., l’A.G. di Torre Annunziata dispose anche il sequestro preventivo dei beni direttamente intestati allo stesso, quali provento dell’illecita attività usuraria, ed in particolare venivano sequestrati, una società, quattro proprietà immobiliari, autovetture di grossa cilindrata ed una polizza assicurativa per un valore complessivo superiore a 800.000 euro.

Per tali fatti delittuosi, G.C., in data 23.09.2010, veniva condannato dal Tribunale 1^ Sezione Penale di Torre Annunziata, alla pena di anni 8 di reclusione ed Euro 20.000 di multa, nonché alla confisca dei beni sequestrati.

Il fascicolo di indagine veniva quindi trasmesso a questa Procura della Repubblica per altre fattispecie delittuose ricadenti nella competenza di questo Ufficio inquirente.

Dalle indagini condotte, è emerso un complesso quanto grave quadro indiziario, desunto, tra l’altro, dall’originaria denuncia di un imprenditore dell’agro nocerino ed anche dalle intercettazioni telefoniche e dalle escussioni testimoniali di alcune vittime, secondo il quale i G.C.aveva creato un’articolata rete di rapporti usurari, con tassi di interesse variabili dal 38% al 270% annui.

Le indagini eseguite dal Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata permettevano di accertare ulteriori ed importanti elementi probatori che hanno permesso di ricostruire la multiforme platea di soggetti sottoposti ad usura, prevalentemente imprenditori, compresi nell’area nocerino/sarnese ma anche dell’avellinese, i quali, tuttavia, malgrado gli inconfutabili elementi acquisiti dagli investigatori, hanno scarsamente collaborato e spesso negato anche fatti estremamente palesi, inerenti a rapporti debitori di matrice usuraria intercorsi con G.C..

In alcuni casi, infatti, gli imprenditori, messi in contradditorio con le risultanze delle intercettazioni telefoniche e delle evidenze documentali, hanno addirittura negato di aver pagato interessi sui prestiti ricevuti da G.C., definendolo un vero e proprio “benefattore”. Le indagini condotte da questo Ufficio, tuttavia, hanno consentito di stabilire la matrice usuraria dei prestiti. In un caso, infatti, un imprenditore sottoposto ad usura, a fronte di un prestito di € 110.000, aveva restituito, in poco più di 4 anni, la somma di oltre 260.000 euro.

Dalle indagini emergeva anche la figura della convivente del G.C., L.E., 40 anni, spesso da lui incaricata di consegnare e/o ricevere somme di denaro dagli imprenditori che a lui si rivolgevano per i rapporti di usura, nonché intestataria formale di alcuni conti bancari sui quali G.C. era delegato ad operare.

Venivano quindi delegati alla Guardia di Finanza accertamenti patrimoniali, oltre che su G.C., anche sulla persona di E.L. che permettevano di accertare che la stessa, dopo aver iniziato la sua convivenza con il G.C., aveva iniziato ad “arricchirsi” senza però avere alcun reddito che giustificasse tali entrate patrimoniali.

Era quindi facile desumere che l’arricchimento della donna fosse conseguenza dell’attività usuraria da anni condotta da G.C. che, inoltre, annovera a suo carico altri numerosi precedenti penali, in particolare, per sfruttamento della prostituzione, detenzione illegale di armi e lesioni.

Per quanto sopra, questo Ufficio raccoglieva la notevole mole di gravi e precisi indizi di colpevolezza, che venivano evidenziati al Tribunale Ufficio G.I.P. di Nocera Inferiore, il quale ha emesso un’ordinanza di applicazione del sequestro preventivo dei beni formalmente intestati a G.C.ed E.L..

In data odierna, veniva pertanto data esecuzione al suddetto provvedimento, che ha permesso di sottoporre a sequestro la ditta individuale “E.L.”, avente quale oggetto sociale l’attività di bar, con sede in Scafati (SA), le quote per Euro 15.000 di una società (un ristorante) con sede a Salerno, due immobili in Scafati (SA), tre autovetture, un conto corrente bancario, due libretti e due titoli postali, una polizza assicurativa, il tutto per un valore di circa 500.000 euro.

La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore intende non solo raccogliere elementi di prova su coloro che svolgono il “mestiere” di usuraio ma anche impegnare il massimo delle risorse investigative per portare avanti un efficace contrasto patrimoniale onde rintracciare i beni acquisiti con i guadagni illeciti e le attività imprenditoriali avviate mediante i proventi dei prestiti “a strozzo”.

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di Redazione
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