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In vista dell'estate è corsa contro il tempo

Operazione aria condizionata, per officine serve attestato

Problemi per oltre otto milioni di automobilisti

Operazione aria condizionata, per officine serve attestato
07/04/2013, 18:24

ROMA - Per almeno 8 milioni di automobilisti quest'anno la ricarica e il controllo del funzionamento dell'aria condizionata della propria vettura rischia di diventare un grosso problema in vista dell'estate. L'officina di fiducia potrebbe infatti essere una delle 50mila in Italia (in tutto sono 85mila) che non possono più farlo da quest'anno perché hanno bisogno di una "autorizzazione" per operare con i gas fluorurati, vale a dire quelli contenuti nell'impianto di aria condizionata di tutti gli autoveicoli. A segnalarlo sono gli autoriparatori della Cna: anche negli anni scorsi, dicono, "erano sempre le stesse officine a maneggiare gli stessi gas. Lavoro fatto bene e automobilisti soddisfatti". Ma oggi le cose sono cambiate. Quelle stesse 50mila officine, infatti, per continuare a svolgere un lavoro che fanno da anni, con l'entrata in vigore del Dpr 43-2012 che dà attuazione a distanza di oltre 6 anni, a un regolamento europeo, sono obbligate ora a seguire un corso teorico-pratico che attesti le loro conoscenze e competenze in materia di trattamento dei gas fluorurati. E il tutto avviene - dicono gli artigiani della Cna - per così dire all'italiana. Prima si fanno passare invano oltre 6 anni e poi, per non pagare le multe salate per infrazione Ue (il procedimento Ue è già pronto per scattare), si corre in fretta e furia ai ripari emanando un provvedimento che aggiunge inutili balzelli amministrativi ed economici a carico di autoriparatori che per svolgere il lavoro che fanno da sempre, oggi devono iscriversi a un registro telematico, caso unico in Europa. "Al danno si aggiunge la beffa - afferma la confederazione artigiana - l'attività rischia di bloccarsi perché ci vorranno mesi per mettere in regola decine di migliaia di imprese". Milioni di automobilisti italiani (le vetture dotate di aria condizionata in Italia sono circa 17 milioni) rischiano così di non poter mettere in regola il proprio impianto. "La categoria vede questo nuovo obbligo come una tassa ingiustificata" dice la Cna la quale, anche per i costi aggiuntivi che tutto ciò comporta in un comparto già messo a dura prova dalla crisi (-30% di fatturato, domanda in calo vertiginoso e mancanza di liquidità), ha chiesto al Ministero dell'Ambiente di esentare dai nuovi obblighi l'attività delle 85.000 imprese. 

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di Valerio Esca
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