Cronaca / Nera

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Arrestate anche tre donne, compagne dei boss di Sandokan

Operazione "Cento Passi", in manette 9 Casalesi


Operazione 'Cento Passi', in manette 9 Casalesi
24/07/2009, 16:07

Ennesimo colpo al cuore al sodalizio dei Casalesi, con l’operazione in atto da questa mattina, ad opera dei carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), che stanno eseguendo nove decreti di fermo nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo camorristico, rapine ed estorsioni. Nel mirino dei militari un gruppo che si occupava delle estorsioni a Grazzanise e in altri comuni della provincia di Caserta ed è riconducibile alla fazione casalese guidata da Francesco Schiavone, detto Sandokan. Nel corso delle indagini erano già stati eseguiti degli arresti in flagranza di reato e numerose armi erano finite sotto chiave, oltre ad essere stato sventato un attentato dinamitardo ai danni del comando dei carabinieri di Grazzanise. Fra gli arrestati ci sono anche tre donne, mogli di tre boss già detenuti e regolarmente stipendiate dal clan.
Gli arresti sono stati eseguiti tra Grazzanise, Santa Maria la Fossa e Alvignano. Le persone fermate fanno capo ad Alfonso Cacciapuoti, arrestato il 30 settembre dello scorso anno, nell’ambito dell’operazione ‘Spartacus 3’. L’operazione, denominata “Cento Passi”, ha portato in manette la moglie di Cacciapuoti, Luisa Martino, ed il figlio Giuseppe, venti anni, che per gli inquirenti aveva il compito di eseguire gli ordini che il padre gli impartiva durante i colloqui in carcere. Oltre ai parenti di Alfredo Cacciapuoti sono finite in carcere anche Stefania Mariniello e Rosanna Cioffo, mogli rispettivamente di Giovanni Izzo e Gioacchino Tucci, entrambi ritenuti elementi di spicco del clan e già detenuti.
Nuove informazioni sono poi emerse sull’attentato che avrebbe dovuto distruggere la caserma dei carabinieri di Grazzanise: il piano sarebbe stato preparato da Modestino Minutolo. I carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, diretti dal capitano Carmine Rosciano, trovarono a poco meno di cento passi (da qui il nome dell’operazione di oggi) un ordigno rudimentale e di alto potenziale, in corso di perfezionamento, da usare per l’attentato. Minutolo fu sequestrato ed ucciso per uno sgarro insieme ad altri due affiliati, il 45enne Giovanni Battista Papa ed il 40enne Francesco Buonanno: i loro corpi sono stati trovati nel maggio scorso, seppelliti sotto tre metri di terra al di là del guard rail dell'asse viario Nola-Villa Literno, all'altezza dell'uscita di Gricignano, nel casertano.

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di Nico Falco
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