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Operazione Ghost: Falsi poveri: 9 denunce per beneficiari di prestazioni sociali agevolate


Operazione Ghost: Falsi poveri: 9 denunce per beneficiari di prestazioni sociali agevolate
01/10/2011, 09:10

Si è conclusa ieri una lunga indagine condotta dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Ariano Irpino nei confronti di beneficiari di prestazioni sociali “agevolate”. Questa volta, a cadere nella rete dei finanzieri del Tricolle (alla guida del Sottotenente Domenico Pirrò) alcuni insospettabili cittadini che, per fruire del gratuito patrocinio a spese dello Stato in controversie giudiziarie da loro promosse presso il locale palazzo di giustizia, attestavano falsamente di possedere un reddito complessivo ben al di sotto della soglia di povertà.
In molti casi i “falsi poveri”, pur beneficiando dell’esonero dalle spese di lite, risultavano vittoriosi nei giudizi promossi contro l’INPS, riuscendo ad ottenere la corresponsione di assegni di pensione o accompagnamento con tanto di arretrati. In altri casi, invece, pur soccombendo venivano esonerati tal Tribunale alla rifusione delle spese di lite a favore della controparte – il più delle volte l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
Per poter beneficiare dall’esonero i ricorrenti devono sottoscrivere un’autocertificazione al Tribunale adito, da allegare – a cura dell’avvocato di fiducia – all’atto introduttivo del giudizio, impegnandosi, altresì, a comunicare con tempestività ogni variazione del loro reddito o della composizione familiare. Per poter beneficiare dall’esonero delle spese di lite, infatti, è necessario tener conto del reddito di tutto il nucleo familiare: solo se questo è inferiore o pari a quanto stabilito nel D. Lgs. n. 113/2002 (all’incirca 18 mila euro più 2 mila per ogni componente del nucleo familiare) è possibile fruire del beneficio.
L’esito dell’indagine svolta dai finanzieri rappresenta una sintesi fruttuosa di recenti intese tra il Presidente del locale Palazzo di Giustizia (Dott. Rodolfo Daniele) ed il Comandante della locale Tenenza della Guardia di Finanza, finalizzate ad un più incisivo controllo della genuinità delle numerose richieste di ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato. Intese che – come ha confermato il Presidente del Tribunale di Ariano Irpino ad un recente incontro con la stampa – ha portato già dall’inizio di quest’anno ad una progressiva diminuzione di tali richieste di agevolazione.
I finanzieri del Tricolle, su segnalazione del locale Tribunale o delle Amministrazioni comunali dell’interland, hanno passato al vaglio dall’inizio di quest’anno numerosissime posizioni di contribuenti sospettati di aver prodotto autocertificazioni false, ricostruendo i redditi effettivamente posseduti dai loro nuclei familiari sulla base delle attività lavorative realmente svolte.
In alcuni casi i finanzieri hanno riscontrato che i redditi complessivi percepiti in alcuni nuclei familiari erano ben al di sopra della soglia stabilita per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. In altri, hanno invece scoperto che nullatenenti, del tutto sconosciuti al fisco (da qui il nome dell’operazione “Ghost”), erano invece possessori di redditi e patrimoni immobiliari. Eclatante il caso di un cittadino arianese che aveva prodotto un’autocertificazione falsa pur possedendo un reddito (riferito al proprio nucleo familiare) che sfiorava i cinquantamila euro annui. O quello di un cittadino di Grottaminarda – appartenente ad una nota e benestante famiglia - che aveva “dimenticato” di considerare nel proprio reddito i fabbricati ed i terreni posseduti sottoscrivendo un’autocertificazione falsa destinata ad essere presentata alla propria Amministrazione comunale per l’ottenimento dell’assegno per il nucleo familiare.
Sentiti dai finanzieri, alcuni cittadini hanno candidamente dichiarato di non conoscere il significato delle autocertificazioni o di averle firmate senza leggere. Un dato, questo, decisamente allarmante laddove si consideri che quasi tutti i beneficiari delle prestazioni sociali agevolate erano assistiti da un proprio legale di fiducia.
L’indagine è sfociata nella segnalazione alla locale Procura della Repubblica – per la violazione dell’art. 76, del D.P.R. n. 445/2000 e dell’art. 42, della legge n. 15/1968 - di ben 9 soggetti: un arianese (tale L. C. R. di anni 60), tre cittadini di Grottaminarda (T.C., di anni 43, G.M. e R.L., entrambi cinquantenni), tre eclanesi (D.R.T., di anni 54, B.M. di anni 56 ed L.R.L. di anni 55), un cittadino di Zungoli (tale D.M.A. di anni 72), uno di Sant’Angelo all’Esca (tale T.M. di anni 81).
Quella conclusa ieri – assicura il Comandante delle Fiamme Gialle del Tricolle - è soltanto una prima tranche di un filone investigativo destinato a svilupparsi e allargarsi nel prossimo futuro, anche in virtù del crescente numero di cittadini che ricorrono all’istituto del gratuito patrocinio (forse anche con troppa leggerezza).

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di Redazione
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