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Sequestrati immobili tra Napoli e Giugliano

Operazione Giullare: scacco della DIA al Clan dei Casalesi


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Operazione Giullare: scacco della DIA al Clan dei Casalesi
08/06/2010, 17:06

Nella mattinata odierna personale del Centro Operativo D.I.A. di Napoli e militari dei Comandi Provinciali C.C. di Caserta e Napoli, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli su richiesta della D.D.A. di alcuni beni di proprietà di soggetti legati a SETOLA Giuseppe ed utilizzati dal suo gruppo camorristico quale base logistica per il compimento di efferati delitti di sangue e come rifugio latitanti.
I beni sono stati individuati all’esito di una articolata attività di indagine fondata prevalentemente su attività di intercettazione telefonica, su servizi di osservazione e su mirati accertamenti patrimoniali svolti dalla DIA di Napoli. Rilevante anche il contributo fornito da alcuni collaboratori di giustizia organici o vicini al clan Bidognetti, quali VASSALLO Gaetano e SPAGNUOLO Oreste, perfettamente a conoscenza della riconducibilità dei beni sequestrati agli indagati e della loro destinazione a luoghi di riunione o basi operative per il compimento di alcuni tra i più gravi episodi criminosi. Il provvedimento è stato notificato ai fratelli RUSSO Luigi e Ferdinando di Giugliano (NA), ed ai fratelli PERHAM Margaret Florance e Loran John, quest’ultimo tratto in arresto con SETOLA Giuseppe e GARGIULO PAOLO a MIGNANO MONTELUNGO il 14 gennaio 2009, al termine di un periodo di latitanza costellata da una serie di gravissimi fatti di sangue perpetrati nelle province di Napoli e Caserta.
Le investigazioni hanno evidenziato come le strutture sequestrate, riferibili ai fratelli RUSSO – PERHAM, venivano poste nella piena disponibilità del gruppo stragista del clan dei casalesi ed in particolare dei latitanti SETOLA GIUSEPPE, CIRILLO ALESSANDRO, SPAGNUOLO ORESTE e LETIZIA GIOVANNI. Numerose, infatti, al di là delle dichiarazioni dei collaboratori, le intercettazioni che consentono di ricondurre i beni sequestrati agli indagati e che dimostrano la loro costante destinazione al servizio dell’organizzazione casalese e come luogo di sicuro rifugio e rilevanza strategica. Si tratta di strutture utilizzate non solo per sfuggire alle incessanti attività di indagine eseguite dalle forze dell’ordine durante il periodo di latitanza del SETOLA e degli altri affiliati ma anche per concordare le strategie dei delitti da porre in essere o addirittura come base logistica.
In particolare, sono stati colpiti dal provvedimento di sequestro il campeggio “INTERNATIONAL CAMPING RESORT VILLAGE s.n.c.” con sede in Giugliano in Campania (NA), luogo dal quale, in data 11/07/2008, partì il gruppo di fuoco che assassinò GRANATA Raffaele, gestore del lido balneare denominato “La Fiorente” sito sul litorale flegreo, che si era ribellato al clan rifiutandosi di pagare una tangente estorsiva ed in relazione al quale è stata applicata misura cautelare in carcere nei confronti anche di PERHAM LOREN JOHN e FERDINANDO RUSSO.
Ed ancora, l’albergo denominato FLAG con sede in Giugliano in Campania (NA), utilizzato dagli appartenenti al clan SETOLA quale luogo di ritrovo e rifugio di pericolosi latitanti nonché il complesso turistico-alberghiero denominato “BLUE MOON s.r.l.”, con sede in Giugliano in Campania (NA). In tale ultima struttura, trovarono rifugio i killer del gruppo SETOLA, dopo il fallito attentato ai danni di ORABONA Salvatore e FALCONE Pietro, perpetrato in Trentola Ducenta (CE) in data 12/12/2008, nel corso del quale rimase ferita, in modo abbastanza grave, una casalinga, assolutamente estranea ai fatti, MOLITIERNO Giuseppina, che si trovava all’interno della propria abitazione.
Sottoposto a sequestro anche un casolare sito sempre in Lago Patria, intestato ad interposta persona, e nella disponibilità di RUSSO Ferdinando, anch’esso ritrovo abituale del gruppo SETOLA.
Ed infine, è stato colpito dal provvedimento l’intero patrimonio della società “LOCANDA DEL GIULLARE S.A.S. DI PERHAM LORAN JOHN” che gestiva, un ristorante in Napoli, nella zona di piazza dei Martiri, segnale evidente dell’ingerenza del clan dei casalesi anche in rinomate zone del capoluogo partenopeo.

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di Redazione
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