Cronaca / Soldi

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Contrastati gli scissionisti

Operazione Principe: scacco della DIA al clan dei Casalesi


Operazione Principe: scacco della DIA al clan dei Casalesi
06/08/2010, 15:08

Dalle prime ore della mattinata odierna, personale della D.I.A. di Napoli con la collaborazione del N.I.C. del Ministero della Giustizia, sta dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli - d.ssa Marcella SUMA, su richiesta della locale D.D.A. nei confronti di esponenti apicali del clan dei casalesi, del clan Mallardo e degli “AMATO-PAGANO” meglio noto come “Scissionisti”, ritenuti responsabili, in concorso dell’omicidio di BALDASCINI Gennaro, avvenuto in Villa Literno (CE) il 28/11/1993.

Le indagini svolte dalla D.I.A. di Napoli e coordinate dal Sost. Proc. dalla D.D.A. dr. Giovanni Conzo, hanno permesso, anche grazie alle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, di ricostruire il delitto del BALDASCINI che venne commesso per vendicare l’omicidio del fratello di Gennaro LICCIARDI, storico capo dell’Alleanza di Secondigliano, Antonio, avvenuto nel giugno del 1981.
L’omicidio si inquadra nella cruenta guerra di camorra che, a partire dagli inizi degli anni ’80, vide contrapposte la N.C.O. di Raffaele CUTOLO e la fazione avversa denominata Nuova Famiglia, facente capo alle famiglie GIULIANO, BARDELLINO, MALLARDO e ZAZA.

La minuziosa ricostruzione operata dalla Direzione Distrettuale Antimafia è di estrema importanza per delineare le alleanze storiche dei clan, succedutesi nel tempo.
Infatti l’omicidio di BALDASCINI Gennaro veniva commesso dal clan dei casalesi in ossequio ad un patto di alleanza con la confederazione di clan raggruppatasi intorno alle famiglie MALLARDO – LICCIARDI - CONTINI.
I clan confederatisi intorno alla famiglia LICCIARDI, ed aventi all’epoca tra i massimi esponenti i fratelli MALLARDO Giuseppe e Francesco, nel frattempo avevano richiesto a Francesco BIDOGNETTI “Ciccioto e mezzanotte” – e per il tramite di questi a Francesco SCHIAVONE “SANDOKAN”- la soppressione del BALDASCINI, pur essendo trascorsi, oltre dieci anni dalla morte del LICCIARDI Antonio.
L’organizzazione dell’agguato fu curata dalla famiglia BIDOGNETTI con l’avallo di SCHIAVONE Francesco detto “Sandokan”.
Nel corso di questi ultimi anni sono stati giudizialmente provate le alleanze e le sinergia criminali tra i clan operanti nella provincia napoletana ed in quella casertana, cementata anche dalle cointeressenze economiche, che ha portato a numerosi omicidi consumati a cavallo tra le due province o utilizzando killer che hanno operato nei rispettivi territori dei clan alleati.

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di Redazione
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