Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Operazione PROJECT: maxievasione previdenziale scoperta dalle Fiamme Gialle


Operazione PROJECT: maxievasione previdenziale scoperta dalle Fiamme Gialle
23/12/2011, 13:12

Il piano d’azione a contrasto del fenomeno del lavoro nero e delle irregolarità nel mondo del lavoro sviluppato per tutto il 2011 da parte del Comando Provinciale di Avellino chiude l’anno con un risultato eclatante: centinaia di posizioni lavorative irregolari portate alla luce a seguito di un controllo fiscale condotto dagli uomini della Tenenza di Ariano Irpino (agli ordini del sottotenente Domenico Pirrò) e finalizzato alla verifica ai fini contributivi delle posizioni dei lavoratori impiegati in alcuni call center dislocati sul territorio nazionale. L’attività di controllo, avviata nello scorso mese di luglio nei confronti di un noto call center di Ariano Irpino, ha consentito ai finanzieri della locale Tenenza di svelare un complesso meccanismo di frode perpetrato da alcuni anni ai danni di Istituti Previdenziali che ha condotto all’individuazione di ben 571 lavoratori irregolarmente assunti e 9 totalmente “in nero”.
In base alla ricostruzione effettuata dalle Fiamme Gialle, una società con sede a Roma (ma trasferita nell’estate di quest’anno ad Ariano Irpino), aveva da tempo costituito diversi call center nel sud Italia per la vendita a distanza (in teleselling) di prodotti telefonici di noti brand (per lo più tratta vasi di contratti di telefonia mobile privata e business), assumendo il personale con contratti a progetto che, da un approfondito esame sono risultati simulati e celavano, nella realtà dei rapporti di lavoro subordinato.
La vigente normativa dispone, infatti, che i contratti di assunzione di personale con contratti di collaborazione coordinata e continuativa nella modalità a progetto (articolo 61 e seguenti del decreto legislativo nr. 276/2003), che rappresentano un tertium genus tra il lavoro autonomo e quello subordinato, devono rispettare alcuni requisiti di forma e sostanziali. La norma di legge, oltre alla forma scritta, prescrive che il contratto di collaborazione coordinata e continuativa nella modalità “a progetto” deve contenere uno o più progetti specifici o programmi di lavoro determinati dal committente ma gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa e nel rispetto del coordinamento con l’organizzazione del committente. La struttura della norma ed i requisiti necessari per l’assunzione del personale con tale modalità sono state più volte oggetto di interpretazioni Ministeriali e di pronunce giurisprudenziali, soprattutto con riguardo alle attività svolte dai call center (più esposte alle forme di abuso di tale forma contrattuale). L’uso fraudolento dei contratti a progetto, infatti, consentirebbe ai datori di lavoro di ottenere un sensibile risparmio sui contributi da versare agli enti previdenziali sulla forza lavoro occupata. Infatti, l’assunzione di personale con tale modalità consente al datore di lavoro, da un lato, di prescindere dalle retribuzioni stabilite dai contratti nazionali di categoria, e dall’ altro, di abbattere i contributi previdenziali a suo carico giacché la contribuzione verso istituti previdenziali grava per 1/3 sul lavoratore.
Dagli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle è emerso che la società “E.W. s.r.l.” con sede ad Ariano Irpino, amministrata da tale M.M. (di anni 31), nato ad Ariano Irpino, che gestiva 6 call center (nelle sedi di Ariano Irpino, Lioni, Venafro, Palermo, Casoria e Piedimonte Matese), assumeva il personale con contratti a progetto rivelatisi simulati al fine di conseguire ingenti risparmi contributivi e retributivi (è stato infatti calcolato che il risparmio conseguito dall’azienda in poco più di tre anni abbia superato di gran lunga i due milioni di euro).

I lavoratori assunti, che perlopiù erano addetti come operatori telefonici alla promozione e vendita di prodotti di noti brand dei telefonia mobile e fissa, non svolgevano prestazioni di lavoro “genuinamente autonome” finalizzate al conseguimento di specifici risultati di progetto (come prevede la normativa di settore), bensì erano dei veri e propri lavoratori dipendenti.
Per altro, dall’esame della documentazione esibita e dalle informazioni acquisite da alcune centinaia di lavoratori dipendenti (tra questi giovani alla prima esperienza lavorativa, disoccupati alla ricerca di lavoro, giovani diplomati ma anche laureati), i finanzieri hanno scoperto che le retribuzioni mediamente corrisposte al personale superavano poco più le cento euro al mese a fronte di un impegno lavorativo di un minimo di 20 ore settimanali. Insomma, i lavoratori dei call center verificati dalle Fiamme Gialle percepivano mediamente meno di 2 euro l’ora, motivo dell’elevatissimo turn over dei lavoratori nei diversi call center oggetto di controllo da parte delle Fiamme Gialle.
Al termine delle attività ispettive, i finanzieri della Tenenza di Ariano Irpino, hanno individuato ben 571 lavoratori irregolarmente assunti e 9 totalmente privi di assunzione.
Ben 1.077 i contratti a progetto simulati in soli 3 anni, con un totale di 66.437 giornate lavorative irregolari (pari a circa 2.214 mesi).
All’azienda sono state comminate sanzioni amministrative per complessivi euro 1.124.270 per la violazione dell’articolo 39 (comma primo e comma secondo) del decreto legge nr. 112/2008 e dell’articolo 3 del decreto legge nr. 12/2002 (cosiddetta maxisanzione).
La società è stata inoltre oggetto di specifica segnalazione alle sedi Provinciali di Avellino della Direzione Provinciale del Lavoro, dell’I.N.P.S. dell’I.N.A.I.L. ed anche dell’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme indebitamente sottratte.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©