CRONACA - Nera

SEQUESTRATO PATRIMONIO PER UN AMMONTARE DI 20 MILIONI

Operazione "Tutti al cinema pezzotto": oltre 100 arresti

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10/11/2009, ore 15:02 - 

Iniziate nel 2006, le indagini dell’operazione “Tutti al cinema pezzotto”, hanno portato al fermo dei componenti di 10 gruppi criminali e al sequestro di 32 centrali di duplicazione clandestina, 2.300 masterizzatori, 1 milione di Cd/Dvd illegali e ben 3 milioni di locandine.
I responsabili sono 294 e, di questi, 121 sono stati tratti in arresto. La vera e propria fabbrica pirata riusciva a produrre un utile multimilionario ed era nata da un accordo tra i clan dei Sarno, dei Misso e dei Mazzarella. Questi ultimi, grazie a tale accordo, si erano assicurati la gestione esclusiva del traffico del “pezzotto” nei quartieri di Mercato, Case Nuove e Maddalena. Un controllo così esclusivo ed assoluto da essere caratterizzato da una sorta di “bollino della camorra”. In pratica, tutti gli altri produttori di cd e dvd pirata, erano costretti a rifornirsi direttamente presso il clan il quale, per controllare “l’autenticità” dei propri prodotti, inseriva un segno di riconoscimento sulle locandine distribuite dalle stamperie ad esso collegate.
In totale, il patrimonio illecito sequestrato, si aggira intorno ai 20 milioni di euro. Un giro d’affari che vede nello smercio e nella diffusione di materiale pirata la sua principale fonte di introiti ma che, è bene riscontrarlo, si dirama in diversi ambiti anche “leciti” come ad esempio la gestione del mercato del pesce. A tal proposito, i Mazzarella, erano riusciti ad imporre anche un poco usuale monopolio: quello della vendita dell’acqua di mare per conservare freschi i frutti della pesca giornaliera. Attraverso l’uso di un'idrocisterna si prelevava l’acqua di mare che poi veniva rivenduta, in bidoni, ai titolari delle pescherie della zona Mercato. I nomi di spicco emersi dall’operazione sono quelli di Anna Cirelli; moglie del capo clan Gennaro Mazzarella e Stefania Prota; moglie del figlio del boss Francesco Mazzarella. Coinvolto anche l’altro figlio Alberto
Un altro nome di grande importanza è quello di Salvatore Esposito (detto Totore O’ cuzzcar’) “graziato” dalla concessione degli arresti domiciliari a causa di inesistenti problemi di salute. A detta degli inquirenti è stato proprio lui, dopo gli arresti dei capi clan storici Gennaro e i figli Francesco e Ciro, a risaldare l’organizzazione del gruppo camorristico ed a riprendere il controllo dei quartieri tradizionalmente gestiti dai Mazzarella.
Interessante e quasi “pittoresco” il nugolo di soprannomi dei vari personaggi di maggior rilievo coinvolti nell’attività di pirateria audiovisiva, spaccio di droga, scommesse clandestine ecc…la moglie di Esposito, Annunziata Imparato, per la sua pervicacia criminale, veniva infatti definita “il pitt bull”. Vincenzo Di Giuseppe, addetto alle estorsioni e alle azioni violente, veniva invece soprannominato “soglioletta” o “pocket coffee”.
Dopo aver ricordato la nota colorita delle indagini, il Procuratore della Repubblica ci ha tenuto a precisare quanto sia stato prezioso l'aiuto assicurato dal Servizio Antipirateria della S.I.A.E.

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