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ORDIGNO BELLICO A SALERNO: 5000 EVACUATI


ORDIGNO BELLICO A SALERNO: 5000 EVACUATI
09/09/2008, 14:09

E’ ripreso, stamani, seppure con qualche limitazione, il traffico ferroviario sulla direttrice tirrenica, rimasto interrotto ieri sera dopo il ritrovamento di un ordigno bellico a Salerno. In particolare, la linea principale (Battipaglia-Salerno- Napoli), utilizzata per i treni a lunga percorrenza nord-sud, è stata riattivata seppure alla velocità limitata di 80 km/h. Resta bloccata, per il momento, la linea regionale; sulla Salerno-Cava dei Tirreni-Nocera fino a riapertura, i treni saranno sostituiti da pullman. Le restrizioni resteranno in vigore per cinque giorni, sino alla rimozione della bomba. Notte di attesa e di disagio per le circa 5000 persone sfollate dalle loro case a seguito del ritrovamento dell’ordigno, durante lavori di scavo, nel quartiere del Carmine. Sono stati allestiti 1.500 posti letto all’interno dello stadio Vestuti e nella scuola “Medaglia d’Oro” di via San Giovanni Bosco, ma soltanto una cinquantina di persone vi hanno dormito. Molte sono state anche le persone che non hanno voluto spostarsi dalle loro abitazioni ed hanno trascorso in casa la notte. Molti hanno trovato ospitalità presso parenti ed amici. C’é paura ma anche rabbia tra gli sfollati: “Come faremo, con questo caldo, a restare qui fino a domenica” - dice la signora Anna. “Abbiamo avuto paura, siamo quasi scappati ”-  racconta Antonia Frascino, 66 anni. La donna, insieme alla figlia di 37 anni, ha trascorso la notte insieme a circa una ventina di persone nella palestra dello stadio Vestuti: brandine, posizionate alla buona e personale della Protezione civile in ogni dove. Più o meno stessa scena nella scuola elementare Medaglie d’Oro - poco distante dalla zona rossa - dove, questa volta, i letti di fortuna sono nei corridoi, nella palestra, perfino davanti alla segreteria.  “Tornavo dal lavoro, dopo l’una di notte, quando ho visto tutto il mio quartiere transennato - racconta Filomena Proto, infermiera - ho preso mia madre di 84 anni, mia sorella e siamo scappati qui”. C’é poi la signora Maria La Camera che, tra i corridoi della scuola, ringrazia tutti: “Sono stati gentilissimi, il medico durante tutta la notte ci è stato accanto e ci ha perfino portato qui i farmaci che ci servivano. Stamattina, poi, colazione per tutti”. E’ ancora sotto choc Mariapia Bracciante, sessantenne sfollata insieme alla figlia di 33 anni: “Non abbiamo un posto dove andare, saremo qui fino a domenica. Ancora non mi sono ripresa dalla paura”. La scuola elementare Medaglie d’Oro sarebbe stata la prima, a Salerno, a inaugurare l’anno scolastico se non fosse scattato l’allarme bomba ieri notte. Ora, nei corridoi, nella palestra, dovunque, sono stati collocati oltre 150 letti per ospitare gli sfollati delle zone tra via Rafastia, Principati e Vernieri e così, gli oltre 500 alunni, tra materne ed elementari, non potranno andare a scuola dall’11 settembre così come si era deciso: la dirigente scolastica Angela Doddato dà una mano ai cittadini, soprattutto agli anziani, che hanno trascorso la notte nella sua scuola. Gli alloggi di fortuna sono fra i disegni degli alunni e la dirigente quasi si dispiace di disturbare le famiglie che riposano davanti anche alla sua stessa stanza.   “Stiamo cercando di informare tutte le famiglie dello slittamento dell’apertura della scuola - dice la Doddato - purtroppo penso che non riusciremo ad aprire prima di martedì o mercoledì prossimo e penso che a breve arriverà l’ordinanza di chiusura anche per i nostri uffici. Non è colpa di nessuno, ora l’importante è assistere al meglio questi poveri cittadini”. La situazione di allerta resterà fino a domenica prossima: lo conferma il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Il primo cittadino dice che la relazione che gli è stata presentata dal Genio militare parla di 144 ore di allerta a partire da ieri mattina: “Secondo questo calcolo, arriviamo a mezzogiorno di domenica prossima, dobbiamo augurarci che da un minuto dopo comincino i lavori per lo sminamento dell’ordigno e che la gente nella giornata di domenica possa rientrare negli appartamenti perché sei giorni sono davvero pesanti”. Ecco perché De Luca rivolge un appello ai cittadini: “Abbiate pazienza e senso di responsabilità. E’ un problema che ci è capitato tra le mani, non dipende da nessuno di noi. Abbiamo il dovere di governarlo al meglio e nell’interesse delle nostre famiglie”. “Per adesso la risposta è di grande civiltà e di grande responsabilità. Abbiamo creato condizioni di sicurezza per tutti” - ha concluso il sindaco.
 

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di Redazione
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