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I due paesi sull'orlo dello scontro bilaterale

Ordine d'arresto per la Livni: crisi tra Londra ed Israele


Ordine d'arresto per la Livni: crisi tra Londra ed Israele
16/12/2009, 19:12

TELAVIV -  I rapporti tra Inghilterra e Israele, negli ultimi periodi, sembrano trovarsi in bilico su un filo sottile fatto di "errori giudiziari", piccoli boicottaggi, accuse e vecchi rancori. A rischiare un incidente diplomatico di considerevoli dimensioni è stato un provvedimento d'arresto per crimini di guerra emanato da un giudice britannico nei confronti dell'ex ministro degli Esteri e attuale leader dell’opposizione centrista israeliana Tzipi Livni. L'ordine, che inizialmente era stato smentito, è in realtà rimasto in vita per diverse ore prima di essere revocato. Il tempo necessario per costringere Livni a spostare all'ultimo momento la sua visita a Londra per fantomatiche "ragioni di calendario".
Eppure, l'episodio registrato oggi, non è di certo inedito in Inghilterra. Già alte volte, infatti, alcune ordinanze d'arresto erano state insabbiate dopo aver provocato l'annullamento delle visite di personalità israeliane importanti come Moshe Yaalon
Ehud Barak

L'ACCUSA
Come per gli altri politici dello stato di Israele, infatti, anche per la Livni le accuse sono di aver commesso crimini di guerra contro il popolo palestinese. Nella fattispecie, l'ex ministro si sarebbe macchiato di gravi colpe durante l'operazione "Piombo Fuso" svilupattasi nell'inverno scorso. Le manovre militari di quell'operazione, infatti, avrebbero causato oltre 1200 vittime in terra di Palestina. Ma il ministero degli Esteri israeliano ha subito provveduto ad emanare una nota dai toni duri nei confronti di Gordon Brown, invitandolo a prevenire "la commedia degli errori" e gli "abusi giudiziari" che portano all'emanazioni di "atti cinici" ispirati da "elementi estremisti". Se così non sarà e non si provvederà ad evitare incidenti così imbarazzanti, da Telaviv fanno presagire la possibilità concreata di una considerevole crepa nei rapporti bilaterali anche perchè "se i dirigenti israeliani non possono visitare la Gran Bretagna, questo rappresenta un ostacolo reale alla volontà di Londra di giocare un ruolo attivo nel processo di pace.
Insomma: o il governo di Sua Maestà continuerà a punzecchiare lo strapotere ebreo in medioriente, potrà anche dire addio al suo peso politico (ed economico) in quelle zone.

LA REAZIONE
La vicenda, rimbalzata un po' ovunque nel mondo, ha costretto la diretta interessata ad una presa di posizione pubblica. La Levni ha ammesso che, le critiche ad Israele, sono legittime ma che, in ogni caso, non si può assolutamente dar credito a chi equipara l'esercito della stella di davide ad un "esercito di terroristi".

ALTRI MOTIVI DI ATTRITO
Oltre agli "incidenti giudiziari", un altro provvedimento, questa volta da parte del ministro inglese dell'Ambiente, rappresenta un potenziale motivo d'attrito tra i due potenti paesi. Secondo la nuova direttiva, infatti, d'ora in avanti i supermercati inglesi potranno distinguere tra "prodotti delle colonie israeliane" e "prodotti palestinesi". Tali categorie, sostituiranno quella generica attuale che titolava "prodotto in Cisgiordania". Tale nuovo provvedimento ha destato preoccupazione all'interno dello stato ebraico; lasciando aperta la possibilità concreta di un boicottaggio contro i prodotti israeliani.
 

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di Germano Milite
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