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La Conferenza episcopale piemontese dà ordini ai politici

Ordine dei vescovi: i neoeletti devono fermare l'aborto


Ordine dei vescovi: i neoeletti devono fermare l'aborto
07/04/2010, 09:04

TORINO - Ancora una volta si può registrare una interferenza dello Stato Vaticano nell'attività dell'Italia; una pesante violazione della Costituzione e delle leggi del Concordato che nessun politico però condanna. A compierla questa volta l'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, rendendo noto un documento redatto lo scorso 4 marzo, alla conferenza episcopale piemontese: "I politici eletti hanno il grave dovere di avere assoluto rispetto della vita umana dal suo primo concepimento. Noi diciamo no a qualunque forma di aborto, sia che si parli della pillola del giorno dopo, di quella dei cinque giorni dopo, della Ru486 o dell'intervento chirurgico". In realtà, continua la lettere bisogna cancellare la legge 194, perchè "la Chiesa non l'ha mai condivisa".
Un piccolo accenno anche alle leggi razziali contro gli extracomunitari: "E' necessario superare e chiarire questo scoglio degli immigrati clandestini che non possono denunciare all'anagrafe la nascita dei loro figli". Ma solo perchè questa prassi, continua il cardinale Poletto, rischia di portare ad un aumento degli aborti.
Insomma, a quanto pare l'agenda della Regione Piemonte per i prossimi 5 anni non la scriverà il neoeletto Roberto Cota, ma il cardinal Poletto. E d'altronde, dopo il violento attacco dello stesso Cota alla legge che regola l'utilizzo della Ru-486, è normale che i vescovi siano pronti a dare ordini, dato che vengono eseguiti così prontamente. Cosa che non succedeva con la laica Bresso.

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di Antonio Rispoli
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