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Consiglio Comunale straordinario con urla e contestazioni

Ore 3.32, L'Aquila ricorda i 308 morti del terremoto


Ore 3.32, L'Aquila ricorda i 308 morti del terremoto
06/04/2010, 09:04

L'AQUILA - Erano le 3.32 del 6 aprile 2009, quando un sisma di 6,3 gradi della scala Richter colpiva l'Aquila e la provincia circostante, abbattendo molte abitazioni ed uccidendo 308 persone, Ed oggi, a 365 giorni dal sisma, gli aquilani sono tornati in città, per una commemorazione più unica che rara, per l'intensità e la solennità del momento. Alle 3.32 le campane della Chiesa delle Anime Sante ha cominciato a battere i rintocchi, uno per ciascuno dei nomi che venivano letti, ed erano i nomi di coloro che un anno fa sono rimasti schiacciati e sepolti dalle macerie. Poi i quattro cortei, partiti dai quattro angoli della città, alla luce delle fiaccole, per riunirsi nella piazza del Duomo. I cortei erano estremamente silenziosi, i manifestanti avvolti in un velo di dolore più forte di qualsiasi rabbia.
Ben diversa l'aria che si respirava poco prima, durante il Consiglio Comunale straordinario indetto per ieri sera, a cui hanno partecipato personalità politiche, come il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il Presidente del Pd Rosy Bindi e tutti i sindaci colpiti dal sisma dell'anno scorso. Molto nervosismo da parte degli aquilani verso i politici, rei di non aver fatto nulla di concreto per aiutarli; nervosismo che è esploso in un boato di fischi ed urla alla lettura di due messaggi, uno del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed uno del Presidente del Senato Renato Schifani. Qualche fischio ma molti applausi per quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, più incentrato sui volontari che si prodigarono per aiutare gli aquilani sin dalle prime ore dopo il sisma.

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di Antonio Rispoli
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