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Intanto è probabile per il killer un carcere di lusso

Oslo: il legale di Breivik evoca l’infermità mentale

“Dovrebbe essere ricoverato in ospedale. Non in prigione”

Oslo: il legale di Breivik evoca l’infermità mentale
26/07/2011, 16:07

OSLO – Nelle ore in cui si fa strada l’ipotesi di “crimini contro l’umanità” per Breivik (accusa che comunque comporterebbe una pena massima di soli 30 anni), emergono sempre nuovi particolari agghiaccianti sulla pericolosa personalità dello stesso killer. “Lucido folle”, che non ha mostrato “pietà alcuna” per le vittime e che continua ad essere convinto che la “sua guerra” verrà portata avanti dagli altri “Cavalieri templari”, un network che comprende “due cellule in Norvegia e diverse all’estero”: a parlare è l’ avvocato dell’uomo killer, Geir Lippestad, che per ironia della sorte appartiene a quel partito laburista che lo stesso Breivik ha attaccato con inflessibile ferocia e per il quale il suo assistito è “pazzo”. “Un pazzo convinto di essere ancora in guerra – ha aggiunto il legale – e odia tutti quelli che non sono estremisti”.
Che ci sia un tentativo di evocare l’infermità mentale di Breivik o meno, sta di fatto che tali dichiarazioni sembrerebbero risuonare quasi come una beffarda provocazione nei confronti di tutto ciò che il killer è stato in grado di generare e soprattutto nei confronti di chi la vita l’ha persa definitivamente nella strage norvegese e per mano dello stesso Breivik. Soprattutto è la chiamata in causa di altri complici che preoccupa non poco l’opinione pubblica, che non si azzarda ad escludere del tutto che possa trattarsi di verità.
Intanto, se agghiaccianti risultano essere i particolari riguardanti la complessa personalità di Breivik, altrettanto orripilante è l’ipotesi che si sta facendo strada sul possibile luogo in cui Breivik possa scontare la sua pena: si tratterebbe di un carcere modello appena inaugurato. La prigione Halden Fengsel immersa in un bosco di 30 ettari, con tanto di percorsi per il jogging, una stanza per la musica, un laboratorio culinario, tv a schermo piatto, frigo e mobili moderni e rifiniti. La struttura super-lusso rispecchia in tutto e per tutto la filosofia del sistema giuridico norvegese, ispirato ai “diritti umani” e al “rispetto”: le guardie girano disarmate, spesso fanno sport o pranzano insieme ai prigionieri e la metà del personale è di sesso femminile: perché la presenza di donne contribuisce a smussare l’aggressività dei detenuti.

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di Antonio Formisano
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