Cronaca / Soldi

Commenta Stampa

Osservatorio sulle Frodi Creditizie di CRIF: in Campania quasi 1.700 casi nel I semestre 2012


Osservatorio sulle Frodi Creditizie di CRIF: in Campania quasi 1.700 casi nel I semestre 2012
26/11/2012, 10:58

l’ultimo Osservatorio sulle Frodi Creditizie di CRIF: in Campania quasi 1.700 casi nel I semestre 2012 (+19,6% rispetto al 2011), ed è la regione che detiene il record assoluto con oltre il 18% del totale nazionale.

In dettaglio la provincia di Napoli fa registrare il record assoluto a livello nazionale, con 1.066 casi totali e un incremento superiore al 19% rispetto ai primi 6 mesi 2011. Per contestualizzare questo dato basti pensare che la Lombardia, seconda regione nel ranking nazionale, nel suo complesso ha fatto registrare 1.072 casi.

La provincia di Napoli in Regione è seguita da Caserta e Salerno che, considerata la minor popolosità, hanno comunque fatto segnare rispettivamente 268 e 225 casi ma, soprattutto, un incremento del 20,4% e del 26,5% rispetto al 2011.

In coda alla classifica regionale si collocano, infine, Avellino (80 casi) e Benevento (47), comunque con incrementi prossimi alla doppia cifra.

 A livello nazionale, nel primo semestre 2012 sono state intercettati oltre 9.000 casi nonostante la crisi economica e il conseguente calo del credito richiesto ed erogato alle famiglie italiane. Infatti, il rapporto tra il numero di frodi creditizie e il numero di linee di credito erogate è cresciuto del +17,9% rispetto al primo semestre 2011. Inoltre emerge il boom di casi tra gli under 30 (quasi il 30% del totale) e a Natale ci si aspetta un picco.  La metà delle frodi viene scoperta dalle vittime solo dopo più di un anno.

 I motivi principali per cui si cade facilmente vittima di frode creditizia tramite furto d’identità sono molteplici: la facilità per i criminali ad accedere a informazioni personali e riservate altrui attraverso documenti cartacei o in formato digitale, la quasi certezza per i frodatori di non incorrere in rischi e/o sanzioni particolarmente severe, la difficoltà degli istituti di credito nel verificare la rispondenza dei dati e, soprattutto, la scarsa conoscenza del problema tra i cittadini con  la conseguente difficoltà di tutelarsi adottando comportamenti virtuosi o adeguati sistemi di protezione.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©