Cronaca / Nera

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La donna è accusata di omicidio preterintenzionale

Ottantaduenne muore ustionato, fermata la compagna

L'anziano era stato più volte percosso

Ottantaduenne muore ustionato, fermata la compagna
27/05/2013, 18:47

COSENZA - Pina Ferrari, la donna sottoposta a fermo dai Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, è stata accusata di omicidio preterintenzionale per aver procurato la morte al compagno ottantaduenne, Annesi Donato, versandogli dell'acqua bollente addosso.

 L'imputata la notte del 24 maggio aveva chiamato il 112 chiedendo l'intervento di una pattuglia perchè, a suo dire, un uomo di sua conoscenza si era nascosto sotto il letto di casa sua e non voleva uscire.  I Carabinieri, spinti anche dall'aver udito dei lamenti di sottofondo, si sono recati all'abitazione della donna.

 Arrivate,  le forse dell'ordine hanno trovato  metà corpo di Annesi sotto il letto e avvolto in una coperta bagnata della sua stessa urina.

Dopo aver soccorso l'uomo e chiamato il 118, la donna, invitata a dare spiegazioni, ha spiegato agli inquirenti che l'uomo era un anziano di sua conoscenza che, stando da solo in casa, si era fatto una doccia di acqua bollente con i vestiti, provocandosi delle ustioni.

 Annesi, che all'inizio sembrava aver scampato il pericolo, è stato poi trasferito al centro grandi ustionati dell'ospedale Cardarelli di Napoli, dato un improvviso peggioramento delle condizioni che lo ha portato alla morte domenica scorsa.

 Dalle indagini sono emerse delle incongruenze nel racconto di Pina Ferrari, incongruenze aggravate anche dalle dichiarazioni di alcuni medici del Cardarelli che hanno riportato agli inquirenti che Annesi, in uno dei pochi momenti di lucidità, aveva dichiarato che era stata la compagna Pina a gettargli l'acqua bollente addosso  perchè aveva urinato nel letto aggiungendo che non era neanche la prima volta.

 In più è emerso che la vittima era stata in ospedale tre volte negli ultimi anni con lesioni compatibili con aggressioni ma riferite come incidenti domestici.

 

 

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di Flavia Stefanelli
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