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Ancora una espressione contro la libertà di parola

Pacifici contro l'articolo 21 Cost.: "Puniamo i negazionisti"


Pacifici contro l'articolo 21 Cost.: 'Puniamo i negazionisti'
15/10/2010, 09:10

ROMA - In una lettera a Repubblica, Riccardo Pacifici, presidente delle comunità ebraiche in Italia, chiede di tacitare chiunque non accetti passivamente la "versione ufficiale" sui campi di concentramento nazisti. E di tacitarli con la legge "che una volta per tutte in Italia, renda reato il Negazionismo e il ridimensionamento dei numeri della Shoàh". Ed applaude il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini perchè "propone per la prima volta e coraggiosamente di "valutare ipotesi di cacciare via dall'Università il professor Moffa (che nelle sue lezioni fa riferimento e spiega le teorie cosiddette negazioniste, ndr)".
Purtroppo siamo al solito punto: se uno ha torto o non è sicuro della propria ragione, cerca di imbavagliare chi prova a discutere. Il punto è che solo in rarissimi casi persone come Pacifici - che sostengono la veridicità di cifre come i 6 milioni di ebrei morti nei campi di concentramento (e solo di quelli, perchè le comunità ebraiche non parlano mai degli altri 15-20 milioni di morti non ebrei) - accettano un confronto argomentato con i cosiddetti negazionisti. Di solito, chi propone teorie come quelle del professor Moffa, di Faurisson o di Irving non trova mai interlocutori con cui discutere. Trova solo mandrie di persone che insultano, dileggiano, diffamano e non vanno oltre. Eppure basta fare un giro su Internet per scoprire che sono tanti i siti che propongono queste idee. Certo, non tutti sono di pari livello, ce ne sono alcuni che sono semplicemente anti-ebraici; ma molti sono siti dove si propongono teorie, idee, dati, ecc., che stanno lì in attesa di confutazione. Una confutazione che però non arriva mai.
Già in altri Paesi leggi illiberali come quella chiesta da Pacifici sono adottate. In Germania, in Austria, in Inghilterra non c'è la possibilità di esprimere le proprie idee, si rischia il carcere. Certo, magari loro non avranno una Costituzione che prevede la libertà di parola o semplicemente hanno pensato che l'interesse di una lobby, per quanto potente, fosse superiore ad un diritto fondamentale di tutti i cittadini. Eppure, pensiamo ad una cosa: qual è la prima cosa che fa un regime dittatoriale? SI impossessa dei mezzi di comunicazione, per impedire alla gente la libertà di esprimersi in modo da non poter ascoltare voci dissenzienti. Allora mi chiedo: che differenza c'è tra quei governi che mettono in atto leggi così repressive o chi chiede tali leggi, come fa pacifici, e quei regimi che censurano la libertà di espressione come quello cinese, tanto vituperato a parole e tanto imitato nei fatti
?

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di Antonio Rispoli
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