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Doveva essere al quinto mese e malformato

Padova: aborto illegale al sesto mese, aperta indagine


Padova: aborto illegale al sesto mese, aperta indagine
29/07/2010, 16:07

PADOVA - Doveva essere un aborto secondo i criteri di legge: 22 settimane e una malformazione letale, che lo avrebbe ucciso poco dopo essere nato. Per questo la madre, figlia di un medico chirurgo, si rivolge all'ospedale per abortire. L'intervento procede bene, ma quando il feto viene esaminato dall'anatomopatologo, questi scopre che è un bambino perfettamente sano, di 26 settimane. La differenza non è da poco: con le moderne tecniche mediche, un neonato di 26 settimane ha altissime probabilità di crescere sano; uno di 22 difficilmente ha la possibilità di sviluppare i polmoni. Per questo, quando si deve fare una interruzione di gravidanza oltre la 24esima settimana è obbligatorio la presenza di un neonatologo, che comunque ha il compito di prendersi cura del neonato. Cosa che non è stata in questo caso.
La paziente tuttavia aveva presentato analisi che raccontavano una diversa verità: feto alla 22esima settimana, un cranio che non cresceva regolarmente e che quindi aveva fatto decidere per l'aborto; lo stesso procurato dall'uso delle prostaglandine (sono ormoni che servono a provocare le contrazioni dell'utero e ad espellere il feto), ma senza che a fianco ci fosse un rianimatore neonatale che potesse prendersi cura del piccolo, che è morto. In teoria c'è la possibilità di un errore del medico, ma appare difficile, dato che la donna si era rivolta ad uno dei migliori ginecologi della regione, Guglielmo Serpotta, che si è occupato personalmente dell'aborto.
Le tante stranezze di questa vicenda hanno convinto uno dei Pubblici Ministeri di Padova, la dottoressa Orietta Canova, ad aprire una indagine sulla vicenda e verificare cosa sia effettivamente successo. In teoria, potrebbe anche essere contestato l'omicidio volontario in questo caso.

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di Antonio Rispoli
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